fbpx I primi contaminati | Page 27 | Scienza in rete

I primi contaminati

Read time: 2 mins

Facciamo il punto della situazione che regna all'impianto nucleare di Fukushima Daiichi poco più di due settimane dopo il drammatico uno-due del terremoto e delle tsunami.

Nella notte l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA) ha confermato che il 24 marzo tre addetti all'impianto di Fukushima sono stati esposti a elevati livelli di radiazione. Le visite mediche effettuate presso il National Institute of Radiological Sciences della prefettura di Chiba hanno indicato una notevole contaminazione della pelle delle gambe, con un livello stimato di esposizione tra 2 e 6 sievert. Livelli davvero elevatissimi, se si pensa che l'International Commission on Radiological Protection (ICRP) e altre istituzioni stimano che per una popolazione di ogni fascia d'età il rischio di contrarre un tumore mortale cresce del 5% per ogni sievert di esposizione.

Continuano senza sosta gli interventi di contenimento e di ripristino dei livelli di sicurezza per i reattori dell'impianto. Mentre per le unità 5 e 6 tutto appare sotto controllo, per le unità 1 e 2 prosegue l'immissione di acqua nell'involucro di contenimento pressurizzato e sono parzialmente riusciti i tentativi di ridare elettricità alle sale di controllo. Difficile stimare, però, quando potranno ritornare pienamente operative. Le ultime misurazioni effettuate presso il locale turbine dell'unità 2 hanno indicato un livello di radiazione di oltre un sievert per ora.
Anche nell'unità 3 viene continuamente pompata acqua di raffreddamento, come pure nella piscina adiacente che contiene le barre di combustibile esausto; per fortuna è notevolmente diminuito il livello di radiazioni (è nel locale delle turbine di questa unità che prestavano la loro opera i tre addetti ricoverati). Dell'unità 4 preoccupa ancora la piscina di contenimento delle barre esauste. Tra il 22 e il 25 marzo vi sono state pompate ogni giorno circa 150 tonnellate di acqua marina per tenere sotto controllo la temperatura. Ovvio che l'acqua utilizzata per refrigerare reattori e piscine, una volta rifluita in mare, abbia portato alle stelle i livelli di radioattività a ridosso della costa.

Stando alle dichiarazioni del direttore generale dell'IAEA Yukiya Amano riportate sabato dal New York Times, in Giappone siamo ancora lontani dal considerare cessato l'allarme per l'incidente di Fukushima. Senza contare che, purtroppo, sono in agguato le inevitabili conseguenze delle radiazioni sfuggite ai reattori ed è logico temere che ai tre primi contaminati “ufficiali” presto se ne aggiungano altri.

IAEA - Kyodo News - WNA

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Luoghi: 
Indice: 
Nucleare

prossimo articolo

TEA, biologico, naturale: le ambiguità del dibattito

immagine di laboratorio contrapposta a immagine di campo coltivato

L’idea che “naturale” significhi automaticamente migliore, più sano o più etico domina ancora il dibattito pubblico sull’agricoltura. Ma le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA) mettono in crisi questa narrazione: non imitano la natura, la rendono più controllabile. A partire dal libro "La speranza verde” di Vittoria Brambilla e Fabio Fornara, Gilberto Corbellini smonta i miti sul biologico, analizza le critiche alle biotecnologie agrarie e mostra come, tra marketing, ideologia e paura degli OGM, la discussione scientifica risulti spesso sostituita da slogan emotivi.

Una delle affermazioni che, in prima battuta, stupisce studenti e studentesse è che l'evento più innaturale nella storia della nostra specie è stato l'invenzione dell'agricoltura. Per cui parlare di agricoltura o alimenti “naturali” non ha senso. E il termine “biologico”, usato per l'agricoltura, non ha una base scientifica; indica solo l'adesione a un insieme di pratiche più o meno definite su base normativa. Nel senso letterale del termine, qualunque agricoltura e qualunque cibo sono biologici.