fbpx La stella più fredda | Page 17 | Scienza in rete

La stella più fredda

Read time: 2 mins

Nel giro di pochi giorni ben due nane brune hanno avanzato la loro candidatura alla carica di stella più fredda. D'accordo, le nane brune non sono sono proprio stelle a tutti gli effetti, ma temperature inferiori ai 100 gradi fanno comunque scalpore.

La prima candidata è CFBDSIR 1458+10B, è legata gravitazionalmente a un'altra nana bruna ed è stata individuata e studiata dal team guidato da Michael Liu (University of Hawaii) grazie all'apporto di tre diversi telescopi: il Keck II, il CFH (Canada-France-Hawaii) Telescope e il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO. La coppia di nane brune dista 75 anni luce dalla Terra e la più debole delle due ha una temperatura intorno ai 100 gradi (giusto per fare un paragone, ricordiamo che il nostro Sole ha una temperatura superficiale di circa 5500 gradi centigradi).

La seconda candidata è stata individuata da Kevin Luhman (Penn State University) e collaboratori grazie al telescopio spaziale Spitzer. Anche in questo caso abbiamo un sistema binario, ma questa volta è più assortito del precedente: la più luminosa delle due, infatti, è una nana bianca. WD 0806-661B, questo il nome della nana bruna, dista 63 anni luce dalla Terra e la sua temperatura è di soli 27 gradi centigradi, meno di una giornata estiva dalle nostre parti. La sua massa pari a 7 volte quella di Giove, però, rende lecito il dubbio se possiamo considerarla una stella o piuttosto un pianeta gigante (ufficialmente la linea di confine è intorno alle 13 masse gioviane).

Dubbio che lasciamo siano gli astronomi a chiarire.

ESO - Keck Observatory

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Dentro la stanza ginecologica: perché il design è anche una questione di salute

ginecologo con speculum in mano

E se la visita ginecologica non fosse un rituale immutabile, ma una scena da riscrivere? Nel suo saggio "La sedia del sadico", Chiara Alessi mostra come strumenti e spazi medici riflettano gerarchie e standard costruiti sul corpo maschile, contribuendo al disagio di molte pazienti. Ripensare design, ruoli e prospettive non è solo una questione simbolica: può trasformare l’esperienza della cura e migliorare l’accesso alla salute.

Immaginate di essere nello studio del vostro ginecologo o della vostra ginecologa.  L’esperienza è condizionata dagli oggetti che si trovano nella stanza ginecologica. C’è una differenza, però, rispetto al solito: infatti non siete lì in quanto paziente ma siete voi stesse la figura medica. Per una volta avete il potere e il privilegio di decidere: cosa cambiereste di questo ambiente per sentirvi più a vostro agio durante la visita?