fbpx La calda estate del 2010 | Scienza in rete

La calda estate del 2010

Read time: 2 mins

Studiando l'incredibile ondata di caldo che lo scorso anno ha colpito soprattutto l'Europa orientale e la Russia, un gruppo di ricercatori ha appurato che la torrida estate del 2010 è stata la più calda degli ultimi 500 anni.

Nello studio, pubblicato su Science Express nei giorni scorsi, David Barriopedro (Università di Lisbona) e collaboratori hanno anzitutto messo a confronto l'estate del 2010 con quella del 2003. Benché quest'ultima fosse ritenuta da più parti l'estate del caldo record, i dati hanno chiarito che il primo posto spetta all'estate scorsa, caratterizzata da temperature tra i 6 e i 13 gradi superiori alla media (a seconda degli intervalli temporali considerati). Il confronto, poi, con le temperature estive dei secoli scorsi ha ulteriormente confermato l'eccezionalità della situazione: l'estate del 2010 è risultata la più calda da cinque secoli a questa parte.

Interessante quanto emerge dall'elaborazione di alcuni scenari climatici proiettati alla fine del secolo. Secondo i ricercatori è possibile che le ondate di caldo estremo come quella del 2010 si possano ripetere in media ogni otto anni, mentre per le situazioni meno estreme, come fu l'ondata di caldo dell'estate del 2003, viene suggerita una frequenza più elevata, con una cadenza all'incirca biennale.

E' vero che il calcolo della frequenza dipende in modo molto stretto dai modelli adottati, ma quello che preoccupa è che in tutte le simulazioni il futuro riserva ondate di calore più intense, più frequenti e di maggiore durata.

ETH Zurich

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Luoghi: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

A OrvietoScienza2026 si parlerà anche di minerali per la transizione

batteria al litio

Dal 19 al 21 febbraio prossimi si terrà l'OrvietoScienza2026, festival che ormai da anni anima la cittadina umbra grazie all’impegno dell’Istituto di Istruzione Superiore Majorana-Maitani. Il tema di quest’anno è la transizione ecologica e le conferenze proposte toccano i temi che ormai tutti abbiamo imparato ad associare alla riduzione delle emissioni di gas serra. Energie rinnovabili, auto elettrica, batterie e accumulo, reti elettriche, ma anche giustizia climatica e altro.

Immagine di cebbi via Pixabay

Sui minerali necessari alla transizione si parla ormai da anni, anche perché sono sostanze che ci servono già per le tecnologie oggi in uso (come i cellulari). Nonostante sia previsto un aumento di estrazioni vista la domanda crescente, allo stesso tempo è richiesta una fortissima diminuzione dell’estrazione di combustibili fossili: il netto produrrebbe una minore presenza di punti estrattivi nel mondo rispetto a ora.