fbpx Onda d'urto cosmica | Scienza in rete

Onda d'urto cosmica

Read time: 1 min

L'osservatorio spaziale WISE cattura in un'immagine l'onda d'urto generata da una stella che si sta muovendo nello spazio all'incredibile velocità di oltre 4000 chilometri al secondo.

La stella è Alfa Camelopardalis (Alfa Cam), una supergigante della costellazione della Giraffa che appartiene alla categoria delle stelle “fuggiasche” (traduzione del termine runaway stars con il quale gli astronomi catalogano questi astri superveloci). Il nome è dovuto al fatto che queste stelle, espulse con violenza dal loro luogo di formazione, stanno sfrecciando a velocità folli per il cosmo.

Difficile, però, stabilire l'esatta velocità di Alfa Cam a causa dell'estrema incertezza circa la sua distanza dalla Terra (le stime oscillano tra i 1600 e i 6900 anni luce). Prendendo per buona la distanza più elevata, si calcola che la stella si stia muovendo a 4200 km/s. Un'astronave in grado di viaggiare a questa velocità potrebbe andare e tornare dalla Luna in circa 3 minuti.

Come tutte le stelle supergiganti, anche Alfa Cam espelle una gran quantità di materia nello spazio circostante. Per le elevate velocità in gioco, il gas espulso viene sospinto con forza contro il rarefatto materiale interstellare generando un'onda d'urto come quella che precede le prue delle navi. L'arco di luce rossa immortalato nell'immagine, invisibile per l'occhio umano ma non per i sensori infrarossi dell'osservatorio WISE, è la prova del calore generato da quella compressione.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Ulisse e le sirene

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive 

Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.