fbpx Onda d'urto cosmica | Scienza in rete

Onda d'urto cosmica

Primary tabs

Read time: 1 min

L'osservatorio spaziale WISE cattura in un'immagine l'onda d'urto generata da una stella che si sta muovendo nello spazio all'incredibile velocità di oltre 4000 chilometri al secondo.

La stella è Alfa Camelopardalis (Alfa Cam), una supergigante della costellazione della Giraffa che appartiene alla categoria delle stelle “fuggiasche” (traduzione del termine runaway stars con il quale gli astronomi catalogano questi astri superveloci). Il nome è dovuto al fatto che queste stelle, espulse con violenza dal loro luogo di formazione, stanno sfrecciando a velocità folli per il cosmo.

Difficile, però, stabilire l'esatta velocità di Alfa Cam a causa dell'estrema incertezza circa la sua distanza dalla Terra (le stime oscillano tra i 1600 e i 6900 anni luce). Prendendo per buona la distanza più elevata, si calcola che la stella si stia muovendo a 4200 km/s. Un'astronave in grado di viaggiare a questa velocità potrebbe andare e tornare dalla Luna in circa 3 minuti.

Come tutte le stelle supergiganti, anche Alfa Cam espelle una gran quantità di materia nello spazio circostante. Per le elevate velocità in gioco, il gas espulso viene sospinto con forza contro il rarefatto materiale interstellare generando un'onda d'urto come quella che precede le prue delle navi. L'arco di luce rossa immortalato nell'immagine, invisibile per l'occhio umano ma non per i sensori infrarossi dell'osservatorio WISE, è la prova del calore generato da quella compressione.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Farmaci sotto pressione: la crisi parte dallo Stretto di Hormuz

Carta geografica dello Stretto di Hermuz

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda strutturalmente, e su più livelli, dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Crediti immagine: Goran tek-en, CC BY-SA 4.0

Di solito, non ci chiediamo da dove vengano i farmaci. Quando ingeriamo con un sorso d'acqua una pillola di antibiotico, come l’amoxicillina, non viene immediato chiederci come quella capsula sia arrivata a casa nostra. La prendiamo per curare una cistite o un mal di gola di origini batteriche, spesso senza pensare che, prima ancora di essere nel suo blister e spedita sugli scaffali delle farmacie, ha già affrontato un processo fatto di viaggi lunghi e numerosi intermediari.