fbpx Un sottile attacco all'udito | Scienza in rete

Un sottile attacco all'udito

Read time: 2 mins

I danni che le cuffie e cuffiette dei lettori musicali portatili possono arrecare all'udito sono ben noti da tempo, ma uno studio appena pubblicato mette in guardia su un pericolo più subdolo e meno evidente.

Un team composto da ricercatori tedeschi e giapponesi ha messo in evidenza che l'abitudine ad ascoltare musica attraverso le cuffie per lunghi periodi in ambienti rumorosi può causare cambiamenti neurofisiologici. Ad essere colpita sarebbe la capacità del sistema uditivo di distinguere chiaramente i differenti suoni. Questa anomalia nella percezione uditiva, però, non è individuabile attraverso i normali controlli uditivi, ma solamente rilevando la risposta del cervello agli stimoli sonori.

Per il loro studio, i cui risultati sono stati pubblicati su PLoS ONE, i ricercatori hanno selezionato due gruppi di persone, uno dei quali era composto da individui che da lungo tempo ascoltavano abitualmente musica con auricolari. Hanno poi utilizzato un magnetoencefalografo per osservare se ciascun individuo fosse in grado di percepire un suono estraneo di fondo mentre assisteva a un film. Dall'analisi dei dati è emerso che la capacità a distinguere il suono era molto più pronunciata nelle persone che non facevano abituale uso di auricolari.

Secondo i ricercatori il danno potrebbe col tempo degenerare in modo irreversibile in disordini uditivi più gravi. Il guaio è che i test audiometrici standard non sono proprio in grado di indicare il suo insorgere.

National Institute for Physiological Sciences

Autori: 
Sezioni: 
Salute

prossimo articolo

"Noi persone con sclerosi multipla vogliamo essere parte della ricerca"

Immagine di Rachele Michelacci che interviene al convegno della AISM

Nel corso del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla (AISM) e della sua fondazione, la vicepresidente Rachele Michelacci  ha rivendicato la centralità delle persone malate nella ricerca. Lo ha detto in un contesto favorevole, visto che che il programma di engagement dei pazienti, le loro famiglie e i caregiver è stato preso a modello dalle altre società scientifiche e dalla comunità europea. Riportiamo in italiano il discorso di Rachele Michelacci in occasione della Giornata della sclerosi multipla (30 maggio) che vedrà 200 monumenti in tuta Italia colorarsi di rosso.
Immagine  di copertina e traduzione di Luca Carra

A un certo punto del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla e della sua fondazione, che si è tenuto a Roma dal 25 al 27 maggio scorsi, Rachele Michelacci, vicepresidente dell'Associazione, ha preso il centro della scena, salendo sul palco, e ha raccontato il suo bisogno, il bisogno di tante persone ammalate, di prendere parte alla ricerca, non solo di esserne oggetto.