fbpx CO2 e respiro degli alberi | Page 4 | Scienza in rete

CO2 e respiro degli alberi

Read time: 1 min

Una ricerca suggerisce che l'aumento di anidride carbonica in atmosfera avrebbe causato una riduzione del 34% nella densità dei pori sulle foglie degli alberi. Stando all'analisi di un secondo studio, ciò porterebbe in futuro a una drastica riduzione del vapore d'acqua rilasciato nell'atmosfera dagli alberi.
Nella prima ricerca, pubblicata su PNAS, Emmy Lammertsman (Institute of Environmental Biology di Utrecht) e collaboratori hanno analizzato le foglie di numerose specie di alberi della Florida confrontandole con quelle conservate in erbari e formazioni di torba di 100-150 anni fa. Dal confronto è emersa non solo una riduzione del numero di stomi, ma anche, seppure in misura meno drammatica, una riduzione delle dimensioni di queste aperture che servono agli alberi per respirare. Nello studio si mostra un profondo legame tra i livelli di CO2, la temperatura, il meccanismo di traspirazione e la densità degli stomi.
La seconda ricerca, coordinata da Hugo Jan de Boer (Copernicus Institute for Sustainable Development di Utrecht) e anch'essa pubblicata su PNAS, sviluppa e valida un modello che simula come gli stomi possano rispondere alla continua crescita di CO2 atmosferico. Dal modello emerge che un raddoppio degli attuali livelli di anidride carbonica porterà al dimezzamento del vapore d'acqua rilasciato in atmosfera dagli alberi. Un'atmosfera più secca, però, potrebbe voler dire una  riduzione delle piogge e, di conseguenza, una drammatica minore disponibilità di acqua.

Indiana University

Autori: 
Sezioni: 
Botanica

prossimo articolo

Cosa resta dopo il talk: perché valutare l’impatto dei festival scientifici

sedia vuota su palco

Sedersi in platea, ascoltare, uscire con una sensazione precisa — entusiasmo o noia — e chiedersi come restituirla a chi organizza. Da questa esperienza personale, per Elena Panariello è nata una riflessione sulla valutazione dell’impatto dei festival scientifici: uno strumento poco praticato ma potenzialmente decisivo per ascoltare davvero il pubblico, riconoscere esclusioni, limiti e possibilità, e trasformare i dati in uno spazio democratico di confronto. Al suo lavoro è stato assegnato nel 2025 il premio per la miglior tesi del Master in Comunicazione della Scienza "Franco Prattico"

Mi siedo in poltrona, le luci si abbassano e lo spettacolo inizia.
Dopo un’ora e mezza - anzi, facciamo un’ora e quarantacinque, a causa delle domande sempre presenti dei più curiosi - il trambusto ricomincia.