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Gender day a Napoli

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La Fondazione IDIS–Città della Scienza  da anni è molto attenta e impegnata in attività volte a sensibilizzare il pubblico rispetto a tematiche di genere e scienza e da questo anno è partner di un nuovo progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del 7PQ: TWIST (Toward Women in Science and Technology) che, attraverso un ricco programma di attività programmate in sette Science Centre Europei, intende promuovere e accrescere l’interesse dei giovani sui temi della scienza e della tecnologia, incentivando, in particolar modo, le ragazze ad intraprendere carriere scientifiche, veicolando una nuova immagine della scienza e delle donne nella scienza e offrendo controstereotipi di ruolo.

Nell’ambito dei festeggiamenti dedicati alle donne e in particolare per il centenario della Festa della Donna, la Fondazione IDIS-Città della Scienza porta il suo contributo organizzando un “Gender Day”, che si svolge nello Science Centre a Napoli giovedì 10 marzo 2011 dalle 9.30 alle 17.00. E' un’occasione per discutere e confrontarsi con ricercatori, scienziate, sociologi, rappresentanti politici e divulgatori scientifici sulla realtà delle donne nella scienza al fine di raggiungere consapevolezza circa gli steorotipi e le percezioni rispetto ai ruoli di genere e i percorsi di carriera. 

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Gloriosa in battaglia: vivere nello spettro della divergenza

screenshot dal film The wodereres

Una giovane con una grave disabilità, una famiglia che le gravita attorno, imparando momento dopo momento come orientarsi e modificare lo sguardo sul mondo per accoglierla. "The wonderers", il film di Joséphine Japy presentato a Cannes lo scorso anno, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile al Milano film festival. 

In copertina: screenshot dal film “The wodereres" (2025)

Mettere in scena senza catarsi, lezioni morali o rivendicazioni per diritti negati; raccontare la consistenza della vita com’è con e per un figlio o una figlia, un fratello o una sorella neurodivergente non è impresa semplice. Il docufilm forse favorisce registi e attori, ma cimentarsi in un lungometraggio implica maestria, sensibilità e un vissuto sinora visti raramente sullo schermo. Vivere nello spettro della divergenza è un modo diverso di percepire il mondo.