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Gender day a Napoli

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La Fondazione IDIS–Città della Scienza  da anni è molto attenta e impegnata in attività volte a sensibilizzare il pubblico rispetto a tematiche di genere e scienza e da questo anno è partner di un nuovo progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del 7PQ: TWIST (Toward Women in Science and Technology) che, attraverso un ricco programma di attività programmate in sette Science Centre Europei, intende promuovere e accrescere l’interesse dei giovani sui temi della scienza e della tecnologia, incentivando, in particolar modo, le ragazze ad intraprendere carriere scientifiche, veicolando una nuova immagine della scienza e delle donne nella scienza e offrendo controstereotipi di ruolo.

Nell’ambito dei festeggiamenti dedicati alle donne e in particolare per il centenario della Festa della Donna, la Fondazione IDIS-Città della Scienza porta il suo contributo organizzando un “Gender Day”, che si svolge nello Science Centre a Napoli giovedì 10 marzo 2011 dalle 9.30 alle 17.00. E' un’occasione per discutere e confrontarsi con ricercatori, scienziate, sociologi, rappresentanti politici e divulgatori scientifici sulla realtà delle donne nella scienza al fine di raggiungere consapevolezza circa gli steorotipi e le percezioni rispetto ai ruoli di genere e i percorsi di carriera. 

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Anche i terremoti piccoli sono importanti

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni. Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.