fbpx Disastro per Glory | Page 3 | Scienza in rete

Disastro per Glory

Read time: 1 min

Un malfunzionamento nel sistema di separazione della sezione con il guscio protettivo tre minuti dopo il lancio ha decretato la perdita del satellite atmosferico Glory. Si tratta della terza volta, negli ultimi quattro lanci effettuati, che un razzo vettore Taurus XL perde il suo prezioso carico.

Dopo numerosi rinvii, dunque, sembrava proprio che fosse finalmente giunto il momento per il satellite Glory di entrare in azione, ma tutto è andato storto e alla NASA hanno prontamente nominato una commissione d'inchiesta per far luce su quanto accaduto alla Vandenberg Air Force Base in California.

Al di là del danno d'immagine per la NASA, si deve comunque registrare la grave perdita di un satellite progettato per giocare un ruolo di primo piano nello studio del clima. La missione di Glory, infatti, prevedeva l'accurato studio della distribuzione e delle proprietà fisiche e chimiche degli aerosol - sia naturali che di origine industriale - e il costante controllo del valore dell'irraggiamento solare. Informazioni chiave per giungere a valutazioni attendibili dei complicati meccanismi climatici.

Non è certo un periodo felice per i satelliti dedicati al clima. Un paio di anni fa, infatti, era toccato al satellite OCO (Orbiting Carbon Observatory) terminare la sua missione ancor prima di cominciarla.

NASA - Glory web page

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Dare voce alle emozioni: il ruolo inatteso dell’IA

sagoma di volto con fogli colorati che escono dalla testa

Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?