fbpx Disastro per Glory | Scienza in rete

Disastro per Glory

Primary tabs

Read time: 1 min

Un malfunzionamento nel sistema di separazione della sezione con il guscio protettivo tre minuti dopo il lancio ha decretato la perdita del satellite atmosferico Glory. Si tratta della terza volta, negli ultimi quattro lanci effettuati, che un razzo vettore Taurus XL perde il suo prezioso carico.

Dopo numerosi rinvii, dunque, sembrava proprio che fosse finalmente giunto il momento per il satellite Glory di entrare in azione, ma tutto è andato storto e alla NASA hanno prontamente nominato una commissione d'inchiesta per far luce su quanto accaduto alla Vandenberg Air Force Base in California.

Al di là del danno d'immagine per la NASA, si deve comunque registrare la grave perdita di un satellite progettato per giocare un ruolo di primo piano nello studio del clima. La missione di Glory, infatti, prevedeva l'accurato studio della distribuzione e delle proprietà fisiche e chimiche degli aerosol - sia naturali che di origine industriale - e il costante controllo del valore dell'irraggiamento solare. Informazioni chiave per giungere a valutazioni attendibili dei complicati meccanismi climatici.

Non è certo un periodo felice per i satelliti dedicati al clima. Un paio di anni fa, infatti, era toccato al satellite OCO (Orbiting Carbon Observatory) terminare la sua missione ancor prima di cominciarla.

NASA - Glory web page

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.