fbpx Nuovo vettore per i vaccini | Page 4 | Scienza in rete

Nuovo vettore per i vaccini

Read time: 2 mins

Arriva un nuovo "mezzo di trasporto" per i vaccini. Ad annunciarlo è la rivista Nature Materials. Si tratta di microsfere in grado di veicolare in maniera sicura ed efficace i vaccini contro malattie quali l’HIV e la malaria. Le nuove particelle sono costituite da sfere che possono trasportare versioni sintetiche di proteine normalmente prodotte dai virus. “Queste particelle sintetiche suscitano una risposta immunitaria comparabile a quella prodotta dai vaccini costituiti da virus vivi, ma sono più sicure rispetto a queste ultime” spiega Darrell Irvine, autore dello studio. In collaborazione con gli studiosi del Walter Reed Army Institute of Research, Irvine e i suoi collaboratori stanno sperimentando nel topo la capacità delle nanoparticelle di veicolare un vaccino contro la malaria. Un approccio, questo, peraltro allo studio anche per molti altri farmaci.

Gli ultimi studi nel campo della immunologia hanno portato i ricercatori a utilizzare, per veicolare i vaccini, capsule lipidiche chiamate liposomi. Il problema di questi veicoli è che sono poco stabili nel sangue e nei liquidi organici. Il team di Irvine ha pensato di assemblare più liposomi in maniera tale da creare una struttura lipidica molto stabile. Sono riusciti a ottenere sfere concentriche che, una volta entrate nelle cellule vengo degradate e liberano il vaccino. Negli esperimenti sui topi i ricercatori hanno usato nanoparticelle per trasportare una proteina chiamata ovalbumina, una proteina dell’uovo. Si tratta di una molecola ampiamente usata in immunologia data la facilità con cui è possibile tracciare la risposta immunitaria da essa indotta nell'organismo. Così facendo hanno scoperto che basse dosi di vaccino veicolato attraverso le nuove particelle producono una forte risposta immunitaria, paragonabile a quella prodotta da vaccini costituiti da virus vivi. Il vantaggio di questa metodica rispetto alle tradizionali è rappresentato dalla sicurezza.

http://www.sciencedaily.com/releases/2011/02/110222162318.htm

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

C'è qualcosa di universale nelle sequenze sismiche

terremoto a Norcia

Se è appena avvenuto un terremoto è più probabile che se ne verifichino altri, soprattutto nelle vicinanze. Queste correlazioni spaziali e temporali in una sequenza sismica sembrano avere caratteristiche universali, cioè non cambiano andando dall’Italia al Giappone e dal Giappone alla California. Due sismologi dell’Università di Napoli hanno sfruttato questa universalità per sviluppare un modello semplificato per la previsione probabilistica dei terremoti. Potrebbe essere utile per migliorare le previsioni in zone meno monitorate ma con rischio sismico elevato.

Nell'immagine: una foto della basilica di San Benedetto a Norcia danneggiata dal terremoto del 30 ottobre 2016.

I terremoti hanno la caratteristica di concentrarsi nel tempo e nello spazio. Vale a dire che se è appena avvenuto un terremoto, è più probabile che nella zona circostante ne avvengano altri, per un periodo di tempo che può estendersi anche per anni.