fbpx Quanto piove sul mare? | Page 3 | Scienza in rete

Quanto piove sul mare?

Read time: 1 min

Individuata una nuova tecnica per stimare le precipitazioni globali, un dato di vitale importanza per l'affidabilità dei modelli climatici e per valutare quanta parte dell'inquinamento oceanico sia di provenienza atmosferica.

Chi si occupa di clima sa benissimo che i dati relativi alle precipitazioni sono fondamentali, ma sa anche quanto sia difficile disporre di dati affidabili. Se la misurazione delle precipitazioni sulla terraferma, infatti, non dà alcun problema, ben differente è la valutazione di ciò che avviene sulle distese marine, per le quali solitamente si ricorre alla stima estrapolata dai dati raccolti sulle isole.

Poichè le precipitazioni sono un importantissimo veicolo per la deposizione di elementi chimici negli oceani, David Kadko e Joseph Prospero (Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science – University of Miami) hanno pensato di utilizzare la misura di uno di questi elementi per risalire all'entità delle precipitazioni. Nel loro studio, pubblicato su Journal of Geophysical Research, mostrano come la misurazione del Berillio 7 accumulatosi sulla superficie oceanica offra uno strumento attendibile per ottenere una simile valutazione.

Oltre a fornire stime più attendibili ai climatologi, la nuova tecnica si può rivelare un ottimo strumento per ricostruire i meccanismi che immettono nei bacini oceanici gli agenti inquinanti presenti in atmosfera.

Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Clima

prossimo articolo

"Noi persone con sclerosi multipla vogliamo essere parte della ricerca"

Immagine di Rachele Michelacci che interviene al convegno della AISM

Nel corso del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla (AISM) e della sua fondazione, la vicepresidente Rachele Michelacci  ha rivendicato la centralità delle persone malate nella ricerca. Lo ha detto in un contesto favorevole, visto che che il programma di engagement dei pazienti, le loro famiglie e i caregiver è stato preso a modello dalle altre società scientifiche e dalla comunità europea. Riportiamo in italiano il discorso di Rachele Michelacci in occasione della Giornata della sclerosi multipla (30 maggio) che vedrà 200 monumenti in tuta Italia colorarsi di rosso.
Immagine  di copertina e traduzione di Luca Carra

A un certo punto del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla e della sua fondazione, che si è tenuto a Roma dal 25 al 27 maggio scorsi, Rachele Michelacci, vicepresidente dell'Associazione, ha preso il centro della scena, salendo sul palco, e ha raccontato il suo bisogno, il bisogno di tante persone ammalate, di prendere parte alla ricerca, non solo di esserne oggetto.