fbpx Nuovo record di distanza cosmica | Page 41 | Scienza in rete

Nuovo record di distanza cosmica

Read time: 1 min

Nuovo capitolo nella caccia all'oggetto cosmico più lontano: nelle riprese infrarosse del telescopio Hubble spunta una galassia la cui luce ha impiegato 13,2 miliardi di anni per giungere fino a noi.
La scoperta, pubblicata sull'ultimo numero di Nature, è opera di un team internazionale che per un anno ha passato al setaccio il famoso Hubble Ultra Deep Field – Infrared (HUDF-IR), un'immagine nel vicino infrarosso raccolta dal telescopio spaziale tra il 2009 e il 2010. Tra gli evanescenti batuffoli di luce che a malapena si scorgono in quell'immagine, Rychard Bouwens (Leiden University) e i suoi collaboratori hanno individuato un oggetto – chiamato UDFj-39546284 – che ha tutte le carte in regola per essere una galassia compatta composta da stelle blu molto calde.
L'analisi del suo spettro ha indicato che questa galassia era già formata quando l'universo aveva solamente 480 milioni di anni. Saremmo dunque in presenza dell'oggetto astronomico più distante mai osservato finora. Il nuovo detentore toglierebbe il primato alla galassia individuata lo scorso anno dal VLT (Very Large Telescope) e risalente all'epoca in cui l'Universo aveva 600 milioni di anni.
Il confronto con galassie osservate in epoche appena successive ha permesso agli astronomi di scoprire che il ritmo di produzione di stelle aumenta in modo frenetico, diventando oltre dieci volte più intenso nel volgere di soli 170 milioni di anni.

Hubble - Nature paper

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

A Santa Marta per dire addio alle fonti fossili ai tempi della crisi energetica

Nella bella cornice della città colombiana di Santa Marta si discute di come abbandonare carbone, petrolio e gas, strategia complessa soprattutto ora che è bastato chiudere Hormuz per prenderci alla gola. Non si tratta di una COP, e nemmeno di una semiCOP, ma di un processo previsto a Belem, che vede riuniti chi ci crede e pensa a come fare. Magari partendo dall'affrontare la questione del debito dei paesi che sono ricchi solo di queste fonti e non hanno altre risorse per ripagarlo.

A Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile si tiene la prima conferenza internazionale dedicata all’abbandono delle fonti fossili. Il contesto è noto: la guerra in Iran ha provocato il terzo shock energetico in meno di un decennio, dopo la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina. È l’ennesima crisi a mostrare la fragilità dei sistemi fondati su petrolio, gas e carbone: costosi, volatili, esposti ai conflitti, ostaggi della geopolitica, e dunque la necessità della transizione.