fbpx Distanza cosmica | Scienza in rete

Distanza cosmica

Primary tabs

Read time: 1 min

Nuovo capitolo nella caccia all'oggetto cosmico più lontano: nelle riprese infrarosse del telescopio Hubble spunta una galassia la cui luce ha impiegato 13,2 miliardi di anni per giungere fino a noi.

La scoperta, pubblicata sull'ultimo numero di Nature, è opera di un team internazionale che per un anno ha passato al setaccio il famoso Hubble Ultra Deep Field – Infrared (HUDF-IR), un'immagine nel vicino infrarosso raccolta dal telescopio spaziale tra il 2009 e il 2010. Tra gli evanescenti batuffoli di luce che a malapena si scorgono in quell'immagine, Rychard Bouwens (Leiden University) e i suoi collaboratori hanno individuato un oggetto – chiamato UDFj-39546284 – che ha tutte le carte in regola per essere una galassia compatta composta da stelle blu molto calde.

L'analisi del suo spettro ha indicato che questa galassia era già formata quando l'universo aveva solamente 480 milioni di anni. Saremmo dunque in presenza dell'oggetto astronomico più distante mai osservato finora. Il nuovo detentore toglierebbe il primato alla galassia individuata lo scorso anno dal VLT (Very Large Telescope) e risalente all'epoca in cui l'Universo aveva 600 milioni di anni.

Il confronto con galassie osservate in epoche appena successive ha permesso agli astronomi di scoprire che il ritmo di produzione di stelle aumenta in modo frenetico, diventando oltre dieci volte più intenso nel volgere di soli 170 milioni di anni.

Hubble - Nature paper

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

C'è qualcosa di universale nelle sequenze sismiche

Se è appena avvenuto un terremoto è più probabile che se ne verifichino altri, soprattutto nelle vicinanze. Queste correlazioni spaziali e temporali in una sequenza sismica sembrano avere caratteristiche universali, cioè non cambiano andando dall’Italia al Giappone e dal Giappone alla California. Due sismologi dell’Università di Napoli hanno sfruttato questa universalità per sviluppare un modello semplificato per la previsione probabilistica dei terremoti. Potrebbe essere utile per migliorare le previsioni in zone meno monitorate ma con rischio sismico elevato. Nell'immagine: una foto della basilica di San Benedetto a Norcia danneggiata dal terremoto del 30 ottobre 2016.

I terremoti hanno la caratteristica di concentrarsi nel tempo e nello spazio. Vale a dire che se è appena avvenuto un terremoto, è più probabile che nella zona circostante ne avvengano altri, per un periodo di tempo che può estendersi anche per anni.