fbpx Sigaretta, danno immediato | Scienza in rete

Sigaretta, danno immediato

Read time: 1 min

Una ricerca condotta presso l'Università del Minnesota dimostra che gli effetti devastanti del fumo sono pronti a scatenarsi già mezz'ora dopo che si è buttato il mozzicone.
Si sa, fumare fa male – nel mondo ogni giorno 3000 persone muoiono per cancro ai polmoni e nel 90% dei casi alla sua origine vi è il fumo delle sigarette – ma che il danno potesse essere così rapido non se lo aspettavano neppure i ricercatori. Stephen Hecht (Masonic Cancer Center and Department of Pharmacology - University of Minnesota) e collaboratori hanno seguito in 12 fumatori volontari la produzione di un particolare idrocarburo polinucleare aromatico (il fenantrene) associato al fumo della sigaretta. La scelta di sorvegliare questo agente chimico è legata al fatto che, una volta immesso nel sangue, produce una sostanza tossica che induce le mutazioni genetiche all'origine del tumore.
Nello studio, pubblicato su Chemical Research in Toxicology, si evidenzia come la produzione della tossina raggiunga i valori massimi già 15-30 minuti dopo che i volontari hanno terminato la loro sigaretta. Gli effetti sono così devastanti e immediati, sottolineano i ricercatori, che è come se la tossina venisse direttamente iniettata nel sangue.

ABC Science

Autori: 
Sezioni: 
Salute

prossimo articolo

La quotidianità dell’endometriosi

disegno di donna stesa su sfondo viola

Per anni è stato liquidato tutto come “normale”: il dolore mestruale, la stanchezza, il disagio. Ma per chi vive con l’endometriosi, quella normalità è una gabbia fatta di sintomi ignorati e diagnosi che arrivano troppo tardi. Tra invalidazione medica, auto-diagnosi e percorsi a ostacoli, le testimonianze raccolte raccontano una realtà ancora poco ascoltata — ma che oggi, finalmente, inizia a emergere.

In copertina: illustrazione di Chiara Simeone (@xenophilius)

Abbiamo sentito parlare di endometriosi. Ma abbiamo mai ascoltato davvero?

«Crampi così forti da non andare a scuola, spossatezza cronica, trascinavo il mio corpo da un luogo all’altro, annebbiamento mentale, rapporti sessuali dolorosi, eppure tutti intorno a me dicevano che in realtà stavo bene». È così che C., 24 anni, racconta la sua esperienza con l’endometriosi prima della diagnosi. «Se i medici ti dicono che non hai nulla, inizi a pensarlo anche tu: prima della diagnosi, non ho mai pensato che quei sintomi fossero ‘anormali’».