Sfatando un luogo comune piuttosto diffuso, accurate osservazioni di un team di ricercatori dell'Università di Pretoria indicano che le femmine dei grilli di campo (Gryllus bimaculatus) preferiscono i richiami dei maschi più giovani.
Lo studio di Luke Verburgt e collaboratori pubblicato su Animal Behaviour, insomma, boccia senza remissione l'idea che i grilli più anziani, grazie alla longevità assicurata dal loro patrimonio genetico, possano essere i preferiti dalle femmine. Dopo aver registrato i richiami amorosi di 25 grilli maschi sia in gioventù (una decina di giorni di vita) sia in età molto più avanzata (una cinquantina di giorni), i ricercatori li hanno più volte proposti a 21 femmine osservando il loro comportamento: nel 90 per cento dei casi le femmine si giravano in direzione del canto dei più giovani.
Secondo Verburgt questa preferenza è legata al fatto che, con l'avanzare dell'età, si riduce la qualità dello sperma e aumenta dunque la possibilità di trasmettere un patrimonio genetico deteriorato. L'analisi dei richiami ha inoltre permesso ai ricercatori di individuare le variazioni nel canto indotte dall'età e di suggerire che tali variazioni possano dipendere dall'invecchiamento – dunque dalla minore reattività – dei muscoli preposti a tale scopo.
Le serenate dei grilli
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L’impatto di una colata detritica, istante per istante

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.
Un gruppo di ingegneri del Politecnico di Milano ha messo a punto un modello computazionale più maneggevole di quelli disponibili finora capace di descrivere il comportamento delle colate detritiche, quelle frane in cui i comportamenti tipici di un solido coesistono con quelli tipici di un fluido. Il modello potrebbe essere usato per valutare l'impatto delle colate detritiche su strutture e infrastrutture esistenti e per progettare in modo più appropriato barriere per ridurre i loro effetti.