fbpx Autismo e vaccini: bufala o verità? | Scienza in rete

Autismo e vaccini: bufala o verità?

Read time: 1 min

Abbiamo deciso di non vaccinare nostro figlio perchè quell'iniezione potrebbe farlo diventare autistico. Nel 1998 il ricercatore ingese Andrew Wakefield pubblicò sulla rivista Lancet uno studio che indentificava un particolare vaccino come una delle possibili cause scatenanti l'autismo. Il vaccino in questione era il trivalente contro morbillo, parotite e rosolia. Una ricerca, quella di Wakefield, che fece parecchio scalpore e che fu vera e propria benzina sul fuoco per i movimenti no-vaccino, diffusi in tutto il pianeta.

Nonostante gran parte del mondo scientifico prese le distanze dalle conclusioni di Wakefield, negli anni successivi la pubblicazione dei risultati si verificò una netta diminuzione di bambini vaccinati. Dopo ben 13 anni la polemica si è riaccesa grazie a un editoriale pubblicato dalla rivista British Medical Journal. Secondo quanto riporta la testata la notizia della realzione tra autismo e vaccino sarebbe totalmente priva di fondamento.

Wakefield avrebbe alterato i dati clinici presenti nelle cartelle e avrebbe presentato come sani dei bambini che prima del vaccino già avevano evidenziato problemi di sviluppo. Le accuse dovranno ancora essere confermate ma per dovere di cronaca dobbiamo ricordare che lo studioso inglese risulta essere inibito dall'esercitare la professione medica dallo scorso maggio. Non solo, da altri studi effettuati non sembrerebbero esserci evidenze della relazione tra il vaccino e la malattia.

BMJ editoriale

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Medicina

prossimo articolo

Anche i terremoti piccoli sono importanti

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni. Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.