fbpx Non è il Medioevo | Page 3 | Scienza in rete

Non è il Medioevo

Read time: 1 min

Chi nega che il riscaldamento globale sia legato alle attività umane ha un argomento in meno con cui difendere la sua tesi. Non si potrà più dire che anche oggi si sta assistendo a un fenomeno come quello che si è verificato nel Medio Evo, il più recente, e fino a oggi inspiegato, periodo di aumento delle temperature prima dell’era industriale. La cosiddetta anomalia climatica del Medio Evo ebbe luogo tra l’800 e il 1300 circa dopo Cristo, quando nel settore nord atlantico dell’Europa e nella maggior parte dell’emisfero nord al di sopra dei Tropici perdurò un clima relativamente mite. Ma un gruppo internazionale di ricercatori guidato da Valérie Trouet, dell’Istituto federale svizzero per la ricerca sulle foreste, la neve e il paesaggio di Birmensdorf, studiando gli anelli di alberi millenari del Marocco e una stalagmite scozzese altrettanto antica, hanno dimostrato che in quel periodo il riscaldamento dipese da una particolare congiuntura di venti provenienti dall’Oceano Atlantico, che allora persistette per 350 anni e non è invece in atto oggi. A innescare e interrompere il fenomeno potrebbero essere stati fenomeni vulcanici o anomalie dell’attività solare, ancora da accertare.

Fonte: Science 2009; 324: 78–80

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Di che cosa parliamo quando parliamo di TEA

Campo coltivato di cereali al tramonto

Negli ultimi anni, le tecniche di ingegneria genetica e la cosiddetta “evoluzione assistita” (TEA) hanno riacceso il dibattito, in campo non solo scientifico, ma anche economico e culturale. La questione centrale può essere riassunta in una domanda: è davvero possibile, con le tecnologie attuali, intervenire sul DNA di una pianta coltivata per renderla più resistente senza dover fare i conti con implicazioni più ampie, di tipo biologico, evolutivo, agroecologico e persino filosofico? Crediti immagine: Yosi Azwan su Unsplash

L’annuncio del prossimo arrivo di nuove varietà di piante coltivate definite TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita, interpretazione italiana di New Genetic Techniques) riaccende il dibattito su quanto la genetica possa realisticamente ottenere in termini di aumento delle produzioni alimentari e su come, modificando uno o pochi geni del corredo genetico, si possano aumentare stabilmente le resistenze a stress e parassiti, migliorare la sicurezza alimentare nei suoi diversi risvolti di sostenibilità, di equità e di etica.