fbpx Il Museo Galileo vince l'Icom | Scienza in rete

Il Museo Galileo vince l'Icom

Read time: 1 min

L’autorevole giuria del “Premio ICOM Italia – Musei dell’anno 2010” - presieduta da Alessandra Mottola Molfino, museologa e presidente Nazionale di Italia Nostra - ha assegnato al Museo Galileo il primo premio nella categoria Miglior Gestione, con la seguente motivazione:

"Il Museo Galileo-Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, attivo dal 1930 è stato completamente rinnovato nel 2010, trasformando in modo originale e con un innovativo allestimento le storiche collezioni. L’alta qualità scientifica del personale, l’apparato gestionale di provata esperienza, la storica autonomia statutaria (Ente morale dal 1927) e la partecipazione di numerosi enti ed istituzioni, lo rendono un valido modello di organizzazione e di gestione sostenibile grazie ad un equilibrato rapporto tra pubblico e privato. Viene inoltre apprezzata la rilevante attività educativa e l’innovazione tecnologica dei servizi di informazione al pubblico".

Il premio ICOM viene assegnato ogni due anni ai musei e ai responsabili di musei che si siano distinti nella loro attività in base alle linee guida dettate dal Codice deontologico, della definizione di Museo di ICOM, dalla Carta delle Professioni Museali e dalle indicazioni dettate dagli standard museali nazionali e regionali.

Autori: 
Sezioni: 
Premi

prossimo articolo

L’ONU propone di usare proiezioni più realistiche di quella di Mercatore

Illustrazione in tre fasi che mostra la Terra trasformarsi in un palloncino e poi in un palloncino appiattito

Creare una carta geografica trasferendo la superficie curva della Terra su un piano senza deformarla è geometricamente impossibile. La proiezione di Mercatore, a cui siamo tutti abituati, è nata per favorire la navigazione e dilata progressivamente le superfici all’aumentare della latitudine. Risultato: la Groenlandia risulta grande come l’Africa, che nella realtà la supera in dimensioni di ben 15 volte. L’ONU ha recentemente approvato una risoluzione che invita a privilegiare proiezioni cartografiche equivalenti, cioè capaci di conservare le proporzioni tra le aree.

Una carta geografica è sempre, in una certa misura, una approssimazione. Non perché i cartografi vogliano ingannarci, ma perché trasferire la superficie curva della Terra su un piano senza deformarla è geometricamente impossibile.