E' probabile che la preoccupazione che il riscaldamento globale possa nuocere alle foreste tropicali debba essere ridimensionata; circa 60 milioni di anni fa, infatti, le foreste prosperarono nonostante un clima decisamente ostile.
A questa sorprendente conclusione, pubblicata su uno degli ultimi numeri di Science, è giunto un team di una trentina di ricercatori coordinati da Carlos Jaramillo (Smithsonian Tropical Research Institute). Nello studio si sottolinea come all'epoca del passaggio tra il Paleocene e l'Eocene – 56,3 milioni di anni fa – il clima del nostro pianeta fosse caratterizzato da un innalzamento della temperatura di 3-5 gradi e da livelli di anidride carbonica atmosferica due volte e mezza quelli attuali (l'epoca viene detta Paleocene-Eocene Thermal Maximum). Nonostante questo, però, si assistette a una rigogliosa crescita e diffusione delle foreste tropicali.
Analizzando e confrontando i pollini intrappolati in rocce provenienti dalla Colombia e dal Venezuela e risalenti a epoche prima, durante e dopo il Paleocene-Eocene Thermal Maximum, infatti, Jaramillo e collaboratori hanno potuto constatare un notevole e rapido sviluppo della diversità di quelle foreste con l'apparizione di molte nuove specie di alberi. Benché il periodo fosse potenzialmente ostile, insomma, sembra che le foreste tropicali ne abbiano tratto notevole beneficio.
Alle antiche foreste piaceva il caldo
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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.