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Esperimento Gerda

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E' stato inaugurato questa mattina ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso l'esperimento Gerda, ideato per rivelare un decadimento spontaneo e rarissimo della materia, il doppio decadimento beta senza emissione di neutrini. La rivelazione di questa rara ''nota'' della materia confermerebbe che il neutrino coincide con la sua particella di antimateria, l'antineutrino, con conseguenze determinanti per la fisica subnucleare, per l’astrofisica e la cosmologia.

Pagina dei laboratori del Gran Sasso dedicata a GERDA (link)

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Fisica

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Giove rimpicciolisce (di poco): la nuova misura dalla missione Juno

giove

Nuove analisi combinate dei dati della sonda Juno e del telescopio spaziale Hubble aggiornano con precisione senza precedenti la forma di Giove, che risulta leggermente più compatto rispetto alle stime storiche derivate da Pioneer e Voyager, con raggi polare ed equatoriale inferiori rispettivamente di circa 12 e 4 km. Questi risultati, da poco pubblicati su Nature Astronomy, introducono vincoli più stringenti sui modelli della struttura interna dei giganti gassosi e migliora la calibrazione delle relazioni massa–raggio usate per interpretare gli esopianeti.

Nell'immagine di copertina: il pianeta Giove. Crediti: Kevin M. Gill (CC-BY) based on images provided courtesy of NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS

Dopo oltre quarant’anni, nuovi dati della missione Juno della NASA e del telescopio spaziale Hubble hanno permesso di ricalcolare con precisione senza precedenti la forma di Giove, rivelando che il pianeta è leggermente più compatto rispetto a quanto indicato dalle stime storiche. Il risultato, pubblicato su Nature Astronomy, introduce un nuovo vincolo quantitativo sui modelli interni di Giove e, più in generale, sulla fisica dei pianeti giganti.