La scoperta in una caverna nel Sud della Cina di resti fossili umani databili con estrema precisione obbliga ad anticipare di oltre 60 mila anni la prima presenza dell'uomo moderno in Asia.
I reperti, due molari e una mandibola, sono stati trovati nel 2007 da un team di antropologi coordinati da Wu Liu (Institute of Vertebrate Paleontology and Paleoanthropology – Beijing) a Zhirendong, una grotta nella Cina meridionale. La loro datazione, ottenuta grazie a metodi di analisi di decadimento radioattivo degli strati rocciosi circostanti, ha indicato che hanno oltre 100 mila anni, un valore che ha sorpreso non poco i ricercatori visto che i resti di uomo moderno più antichi finora scoperti risalivano a 40 mila anni fa.
Nello studio, pubblicato su PNAS, i ricercatori suggeriscono che l'età e la morfologia dei reperti, che presentano un miscuglio di caratteristiche moderne e arcaiche, sono il segno di una più lunga coesistenza di umani arcaici e moderni in Eurasia. Uno scenario che prevede una diffusione – accompagnata da assimilazione di popolazioni e trasmissione del patrimonio genetico – iniziata di gran lunga prima delle innovazioni culturali e tecnologiche del Paleolitico superiore.
Uomo moderno più antico del previsto
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Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.
Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0
Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.