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Uomo moderno più antico del previsto

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La scoperta in una caverna nel Sud della Cina di resti fossili umani databili con estrema precisione obbliga ad anticipare di oltre 60 mila anni la prima presenza dell'uomo moderno in Asia.

I reperti, due molari e una mandibola, sono stati trovati nel 2007 da un team di antropologi coordinati da Wu Liu (Institute of Vertebrate Paleontology and Paleoanthropology – Beijing) a Zhirendong, una grotta nella Cina meridionale. La loro datazione, ottenuta grazie a metodi di analisi di decadimento radioattivo degli strati rocciosi circostanti, ha indicato che hanno oltre 100 mila anni, un valore che ha sorpreso non poco i ricercatori visto che i resti di uomo moderno più antichi finora scoperti risalivano a 40 mila anni fa.

Nello studio, pubblicato su PNAS, i ricercatori suggeriscono che l'età e la morfologia dei reperti, che presentano un miscuglio di caratteristiche moderne e arcaiche, sono il segno di una più lunga coesistenza di umani arcaici e moderni in Eurasia. Uno scenario che prevede una diffusione – accompagnata da assimilazione di popolazioni e trasmissione del patrimonio genetico – iniziata di gran lunga prima delle innovazioni culturali e tecnologiche del Paleolitico superiore.

Washington University in St. Louis

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Antropologia

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