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Visione 3D senza occhiali

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Avete intenzione di comprare a breve un televisore 3D? Il consiglio forse è quello di aspettare ancora un poco. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Nature a breve non sarà più necessario dover indossare gli occhiali per la visione in 3D.

Un gruppo di ricercatori della University of Arizona ha sviluppato una tecnica che permette di registrare un’immagine tridimensionale e riprodurla, come avviene per le classiche immagini televisive, in qualsiasi altra parte del mondo. 

Tecnicamente si tratta di telepresenza olografica tridimensionale. La tecnologia, in via di sviluppo già da qualche tempo, ha reso possibile sino ad ora la riproduzione di immagini 3D statiche. Con il nuovo studio i ricercatori sono riusciti a ricreare degli ologrammi non più in forma statica ma in grado di cambiare ogni due secondi.

Nature doi:10.1038/nature09521

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Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.