Una nuova tecnologia ottica permette agli astronomi di non farsi accecare dal bagliore della stella quando indagano se nei suoi paraggi orbita un corpo planetario.
La scoperta, pubblicata su Astrophysical Journal Letters, è opera di un team internazionale che ha utilizzato la nuova tecnica con il VLT (Very Large Telescope) per confermare l'esistenza di un oggetto planetario orbitante intorno a Beta Pictoris, a 63 anni luce dalla Terra.
Il cuore della tecnologia è l'Apodizing Phase Plate (APP), un pezzetto di vetro sulla cui superficie è stato riportato un complesso schema di incisioni in grado di causare l'interferenza tra le onde luminose provenienti dalla stella. Grazie al dispositivo gli astronomi possono in pratica annullare l'alone di luce stellare riuscendo così a individuare il debole bagliore proveniente dal pianeta.
Il vantaggio dell'APP rispetto ai coronografi – i dispositivi convenzionali che, grazie a uno schermo, provocano una sorta di eclisse stellare – è che il nuovo metodo non risente minimamente delle possibili vibrazioni del telescopio.
Novità per chi cerca pianeti
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Addio a Gino Nicolais, ci mancherà

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente.
Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.