fbpx Galassie cresciute a idrogeno | Page 4 | Scienza in rete

Galassie cresciute a idrogeno

Read time: 1 min

Analisi spettroscopiche hanno fornito per la prima volta la diretta evidenza che le giovani galassie crebbero alimentandosi del gas che stava loro intorno, ingrediente essenziale per una intensa formazione stellare.
Oltre al meccanismo di merging – cioè di fusione tra galassie, drammatico epilogo di collisioni reciproche – la crescita delle galassie nel giovane universo avvenne anche grazie a un sistema di gran lunga meno violento: l'accrezione del gas primordiale dallo spazio circostante. E' questa la conclusione, pubblicata a metà ottobre su Nature, alla quale è giunto un team internazionale di astrofisici coordinato da Giovanni Cresci (Osservatorio Astrofisico di Arcetri).
La prova è venuta dalle osservazioni con lo spettrografo SINFONI di cui è dotato il VLT (Very Large Telescope), uno strumento in grado di studiare separatamente la luce proveniente da differenti regioni della stessa galassia anche se questa si trova nelle profondità del cosmo. Cresci e collaboratori hanno potuto rilevare come in tre galassie molto distanti, scelte con cura affinché non risentissero di effetti gravitazionali da parte di galassie vicine, le regioni centrali mostravano una vigorosa produzione stellare. Poiché i dati spettroscopici indicavano che quelle regioni erano povere di elementi “pesanti” - così gli astronomi definiscono gli elementi differenti da idrogeno ed elio - l'unica possibilità per spiegare un simile processo è quella di ipotizzare un intenso flusso di gas risucchiato dalle regioni circostanti.

ESO - INAF - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Tecnologie quantistiche: c’è ancora tempo per ragionare di equità

computer quantistico

Durante le celebrazioni per il centenario del fisico Abdus Salam al "suo" ICPT, che cade giovedì 29 gennaio, si parla di tecnologie quantistiche con alcuni ospiti. Abbiamo intervistato Tommaso Calarco, direttore del Quantum Control Group presso il centro di ricerca di Jülich in Germania, e fra i protagonisti della strategie italiana ed europea sul Quantum Flagship. È possibile seguire in diretto l'evento a questo link.

Immagine di copertina: Ragsxl/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Il 29 gennaio 2026 si tengono a Trieste le celebrazioni per i cento anni dalla nascita di Abdus Salam, fisico di origine pakistana e vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1979 per l’unificazione tra interazioni elettromagnetiche e deboli. Nel 1964, Salam, insieme al fisico triestino Paolo Budinich, fondò l’International Center for Theoretical Physics, con la missione di garantire pari accesso alla scienza, indipendentemente da barriere geografiche, di genere o economiche. Proprio l’ICTP ospita l’evento.