Dopo anni di progressivo incremento, nell'ultimo decennio si è potuto assistere in grandi aree dell'emisfero meridionale alla brusca riduzione o all'arresto del meccanismo dell'evapotraspirazione.
Da tempo sappiamo che oltre metà dell'energia solare assorbita dal suolo viene impiegata, attraverso i meccanismi dell'evaporazione diretta e la traspirazione delle piante, per alimentare il ciclo dell'acqua. Questa evapotraspirazione, stando a quanto suggeriscono molti modelli climatici, sarebbe strettamente collegata con il riscaldamento globale, che risulterebbe un diretto responsabile del suo incremento. In effetti, come testimonia lo studio di Martin Jung (Max Plank Institute for Biogeochemistry) e collaboratori pubblicato su Nature, negli anni Ottanta e Novanta si è assistito a un progressivo aumento dell'evapotraspirazione globale.
Nello stesso studio, però, gli autori segnalano che nel decennio dal 1998 al 2008 si assiste a un brusco calo dell'evapotraspirazione, principalmente dovuto a un minore contributo da parte dell'emisfero meridionale. Osservazioni satellitari indicano che in molte regioni dell'emisfero Sud, soprattutto in Africa e Australia ma anche in India e in America Meridionale, il suolo presenta una minore disponibilità di umidità. E' vero che molte di queste regioni sono storicamente aride, ma alcune sono caratterizzate dalle foreste pluviali e il loro inaridimento non è affatto un buon segno.
Un mondo che inaridisce
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La strada giusta da prendere per l’energia

Al bivio evocato da Robert Frost, l’Italia che non sceglie fa già una scelta: il 2025 segna una frenata nella transizione energetica, mentre crescono emissioni e dipendenza dall’estero. Tra crisi climatica e tensioni geopolitiche, continuare così significa aumentare costi e rischi. L’alternativa esiste: richiede però decisioni rapide e strutturali, prima che la strada “non presa” diventi impraticabile.
Improvvisamente la strada che stiamo percorrendo si biforca. Dobbiamo scegliere tra due strade: The road not taken, la strada non presa, la celebre poesia di Robert Frost, pone di fronte all’importanza e all’irreversibilità delle scelte compiute. È una metafora della vita di ciascuno di noi. Quante volte ci siamo detti «chissà se in quel momento avessi deciso diversamente». Ma oggi è la metafora di una scelta importante e non rinviabile che deve compiere il nostro Paese.