fbpx Farmaci dalle formiche? | Page 5 | Scienza in rete

Farmaci dalle formiche?

Read time: 1 min

Le coltivazioni a cui si dedicano le formiche mangiafoglie potrebbero rivelarsi un'inconsueta fabbrica di antimicotici, ma anche un mezzo per rendere più efficienti i biocarburanti. I laboriosi insetti, infatti, coltivano nelle loro colonie piantagioni di funghi a scopo alimentare, protette dall'attacco di altri funghi parassiti grazie a sostanze prodotte a getto continuo dai batteri del genere degli actinomiceti ospitati sul corpo delle formiche stesse. Cameron Currie, ricercatrice dell'Università del Wisconsin a Madison, ha isolato uno di questi prodotti antimicotici, lo ha chiamato dentigerumicina, e ha dimostrato che in vitro rallenta la crescita di un ceppo farmaco resistente di Candida albicans, patogeno umano.

Ma non è tutto qui: lo studio ha scoperto anche che funghi e batteri producono enzimi capaci di degradare la cellulosa. Una proprietà che potrebbe rivelarsi preziosa per la produzione di biocarburanti più efficienti, ma che inspiegabilmente si esprime solo nell'ambito di questa proficua simbiosi e scompare quando i medesimi funghi sono coltivati in vitro.

Fonte: Nature pubblicato online il 29-3-2009 doi: 10.1038/458561a

Autori: 
Sezioni: 
Ecologia

prossimo articolo

Ricerca pubblica, un piano che non salva i ricercatori

Un emendamento alla legge di bilancio promette un piano straordinario di reclutamento per i ricercatori PNRR, ma le risorse, i meccanismi di cofinanziamento e le esclusioni previste lo rendono largamente insufficiente. Il rischio è di aggravare il precariato invece di ridurlo. Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato Nazionale dei Ricercatori Universitari PNRR

Nei giorni scorsi è stato inserito un emendamento alla legge di bilancio su iniziativa della maggioranza che attribuisce risorse ad un piano di reclutamento straordinario per l’assunzione di ricercatori nelle università e negli enti di ricerca, con particolare riguardo al personale a tempo determinato impegnato in progetti finanziati con risorse del PNRR. Questa proposta tuttavia presenta numerose limitazioni e risulta di fatto inadeguata ad affrontare le attuali difficoltà del sistema della ricerca italiano.