fbpx Farmaci dalle formiche? | Page 6 | Scienza in rete

Farmaci dalle formiche?

Read time: 1 min

Roberta Villa

Le coltivazioni a cui si dedicano le formiche mangiafoglie potrebbero rivelarsi un'inconsueta fabbrica di antimicotici, ma anche un mezzo per rendere più efficienti i biocarburanti. I laboriosi insetti, infatti, coltivano nelle loro colonie piantagioni di funghi a scopo alimentare, protette dall'attacco di altri funghi parassiti grazie a sostanze prodotte a getto continuo dai batteri del genere degli actinomiceti ospitati sul corpo delle formiche stesse. Cameron Currie, ricercatrice dell'Università del Wisconsin a Madison, ha isolato uno di questi prodotti antimicotici, lo ha chiamato dentigerumicina, e ha dimostrato che in vitro rallenta la crescita di un ceppo farmaco resistente di Candida albicans, patogeno umano.

Ma non è tutto qui: lo studio ha scoperto anche che funghi e batteri producono enzimi capaci di degradare la cellulosa. Una proprietà che potrebbe rivelarsi preziosa per la produzione di biocarburanti più efficienti, ma che inspiegabilmente si esprime solo nell'ambito di questa proficua simbiosi e scompare quando i medesimi funghi sono coltivati in vitro.

Fonte: Nature pubblicato online il 29-3-2009 doi: 10.1038/458561a

Ecologia

prossimo articolo

Artemis II: il lato in ombra della corsa alla Luna

Immagine della navicella spaziale Orion con la luna illuminata a metà sullo sfondo

Paolo Attivissimo nel suo recente saggio dedicato al ritorno sulla Luna offre un quadro realistico della nuova corsa al nostro satellite. Una corsa che la NASA non può perdere, ma che ha difficoltà a vincere, anche perché con il tempo c'è stata una drastica riduzione dei finanziamenti: sono solo una frazione rispetto a quelli che aveva ricevuto il programma Apollo, mentre i nodi dei voli umani al di là dell’orbita circumterrestre sono identici a quelli che si erano dovuti affrontare allora. Crediti immagine: NASA

Il diluvio mediatico collegato alla missione Artemis II che, con tutti i suoi record, ha fatto dimenticare i problemi sulla rampa di lancio nonostante il costo esorbitante del lanciatore, forse ci inducono a concentrarsi sui dettagli piuttosto che sull’intero impianto del programma di ritorno alla Luna.