fbpx Intelligenza collettiva | Page 28 | Scienza in rete

Intelligenza collettiva

Read time: 2 mins

Una ricerca mette in evidenza come all'interno di ogni gruppo di lavoro affiatato esista una intelligenza collettiva che va al di là della semplice unione delle abilità cognitive dei singoli individui.
Quando si parla di intelligenza, insomma, l'intero può essere maggiore della somma delle sue parti. E' quanto emerge dalla ricerca coordinata da Anita Wolley (Tepper School of Business presso la Carnegie Mellon University) e pubblicata nei giorni scorsi su Science.
Suddivisi in gruppi di lavoro composti da due a cinque persone, ai 699 individui coinvolti nella sperimentazione veniva chiesto di portare a compimento compiti di vara natura, che andavano dalla risoluzione di semplici giochi a problemi di negoziazione o attività di brainstorming. I ricercatori hanno notato che le prestazioni dei gruppi più affiatati non erano correlate solo alle abilità individuali (rilevate chiedendo a molti partecipanti di svolgere compiti analoghi individualmente), ma si manifestava una sorta di intelligenza collettiva in grado di migliorare la prestazione del gruppo anche del 30 o 40%.

Nello studio si evidenzia come questo fattore di intelligenza collettiva sia correlato alla sensibilità sociale dei singoli membri del gruppo, cioè alla capacità di percepire ciascuno le emozioni degli altri. Gruppi nei quali una persona esercita una sorta di “dominio” si sono mostrati meno intelligenti di altri gruppi nei quali lo scambio di idee e i turni di conversazione erano distribuiti più uniformemente.

Lo studio non contemplava una analisi della composizione del gruppo rispetto al genere ed è stata dunque una grossa sorpresa per i ricercatori notare in modo evidente come una maggiore presenza femminile tra i membri del gruppo giochi un ruolo chiave nel manifestarsi di questa intelligenza collettiva.

MIT

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Scienze sociali

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.