fbpx Irrigazione e clima | Scienza in rete

Irrigazione e clima

Primary tabs

Read time: 1 min

L'analisi di due climatologi indica che l'utilizzo intensivo delle tecniche di irrigazione riesce in alcune regioni a contrastare temporaneamente gli effetti del riscaldamento globale.

Nella loro ricerca, appena pubblicata su Journal of Geophysical Research, Michael Puma (Columbia University) e Benjamin Cook (NASA Goddard Institute) hanno indagato sull'impatto esercitato sul clima dai cambiamenti introdotti nel corso dell'ultimo secolo nelle tecniche di irrigazione e dalla loro maggiore diffusione. E' noto infatti che una maggiore quantità d'acqua rilasciata in atmosfera, sia per evaporazione che per la traspirazione delle colture, può esercitare un efficace effetto di refrigerazione dell'ambiente contrastando gli effetti del riscaldamento globale.

Dall'analisi emerge che, mentre tale influenza è piccola a livello globale (circa un decimo di grado), l'impatto si dimostra ben più significativo a livello regionale, raggiungendo un livello equivalente a quello esercitato - ovviamente in senso contrario - dai gas serra. L'influenza maggiore si registra nel bacino del fiume Indo, dove l'irrigazione è in grado di ridurre il riscaldamento anche di 3 °C.

Lo studio, inoltre, suggerisce che l'irrigazione influenza il clima anche in altri modi, per esempio portando a un aumento nel livello delle precipitazioni annue nelle regioni che si trovano sottovento rispetto a quelle più intensamente irrigate. Vi è infine il sospetto - ma sono necessari studi più dettagliati per una conferma - che possa essere alterata anche la distribuzione delle piogge monsoniche.

Columbia University

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Climatologia

prossimo articolo

Il caldo sul lavoro è un’emergenza sanitaria in crescita

operaio al lavoro accaldato

Il cambiamento climatico è anche una questione di salute e sicurezza sul lavoro: in Italia, nelle giornate di caldo estremo il rischio di morire per un infortunio aumenta del 61%, con agricoltura e costruzioni tra i settori più esposti. Le ordinanze regionali e gli strumenti previsionali hanno rafforzato la prevenzione, ma restano disuguaglianze, scarsa consapevolezza dei rischi e tutele insufficienti. E senza adeguate misure di adattamento, nei prossimi decenni gli infortuni legati al caldo sono destinati ad aumentare.

È ampiamente condiviso come il cambiamento climatico si configuri come una reale emergenza sanitaria e una sfida epocale. Una riflessione su come tale emergenza sanitaria riguardi anche la salute e la sicurezza dei lavoratori è essenziale. Storicamente, la ricerca in ambito occupazionale ha consentito di identificare e caratterizzare rischi per la salute dei lavoratori dovuti a sostanze presenti anche negli ambienti di vita (solitamente a più bassi livelli di esposizione).