L'osservatorio orbitante Fermi LAT scopre l'emissione gamma da una nova, un fenomeno non solo finora mai osservato, ma generalmente neppure contemplato nell'analisi dell'emissione energetica di questi astri.
Il termine “nova” venne creato nel XVI secolo per indicare l'apparizione improvvisa in cielo di stelle di cui fino ad allora non v'era traccia (per eventi ancora più brillanti si introdusse in seguito quello di “supernova”). Oggi sappiamo che si tratta di esplosioni termonucleari che coinvolgono la superficie di nane bianche dopo che queste hanno accumulato materia sottraendola a una stella compagna, generalmente una stella gigante.
I modelli fisici prevedono che l'esplosione possa anche sfociare nella produzione di radiazione X, ma finora non si erano mai registrate emissioni più energetiche. Gli strumenti di Fermi LAT (Large Area Telescope) hanno però individuato radiazione gamma associata a V407 Cygni, una nova scoperta da un astrofilo giapponese nel marzo scorso.
Nello studio pubblicato su Science i ricercatori della Fermi LAT Collaboration suggeriscono che l'emissione gamma provenga dall'interazione tra il materiale espulso dall'esplosione e il denso inviluppo della gigante rossa alla quale la nana bianca è gravitazionalmente legata. Intrappolate dall'onda d'urto, le particelle accelerate a velocità di poco inferiori a quelle della luce si scontrerebbero con il materiale espulso dalla gigante rossa originando la radiazione gamma.
Una nova torna a stupire
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I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash
Onorevole Presidente del Consiglio,
siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.
Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.