fbpx Una nova torna a stupire | Scienza in rete

Una nova torna a stupire

Primary tabs

Read time: 1 min

L'osservatorio orbitante Fermi LAT scopre l'emissione gamma da una nova, un fenomeno non solo finora mai osservato, ma generalmente neppure contemplato nell'analisi dell'emissione energetica di questi astri.

Il termine “nova” venne creato nel XVI secolo per indicare l'apparizione improvvisa in cielo di stelle di cui fino ad allora non v'era traccia (per eventi ancora più brillanti si introdusse in seguito quello di “supernova”). Oggi sappiamo che si tratta di esplosioni termonucleari che coinvolgono la superficie di nane bianche dopo che queste hanno accumulato materia sottraendola a una stella compagna, generalmente una stella gigante.

I modelli fisici prevedono che l'esplosione possa anche sfociare nella produzione di radiazione X, ma finora non si erano mai registrate emissioni più energetiche. Gli strumenti di Fermi LAT (Large Area Telescope) hanno però individuato radiazione gamma associata a V407 Cygni, una nova scoperta da un astrofilo giapponese nel marzo scorso.

Nello studio pubblicato su Science i ricercatori della Fermi LAT Collaboration suggeriscono che l'emissione gamma provenga dall'interazione tra il materiale espulso dall'esplosione e il denso inviluppo della gigante rossa alla quale la nana bianca è gravitazionalmente legata. Intrappolate dall'onda d'urto, le particelle accelerate a velocità di poco inferiori a quelle della luce si scontrerebbero con il materiale espulso dalla gigante rossa originando la radiazione gamma.

INAF - Fermi LAT

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.