fbpx L'angolo del dolore | Page 18 | Scienza in rete

L'angolo del dolore

Read time: 2 mins

Perchè ci ricordiamo del dolore che abbiamo subito? Evidentemente perchè da qualche parte, in un punto nascosto del nostro cervello, tutte le informazioni relative a situazioni spiacevoli vengono immagazzinate e li ci rimangono. Una zona sconosciuta fino a poco tempo fa. Uno studio pubblicato dalla rivista Science, opera di un gruppo di ricerca dell’Università di Torino, ha finalmente rivelato quali sono le aree del cervello che conservano per tutta la vita le emozioni legate alle situazioni dolorose. Si tratta della corteccia secondaria uditiva, visiva e olfattiva, note anche con il nome di cortecce sensoriali di ordine superiore.

Suoni, odori e colori vengono spesso associati alle emozioni che proviamo in un dato momento. Se una di queste sensazioni viene percepita durante un episodio spiacevole, nelle volte successive che proveremo la sensazione tenderemo ad associarla alla situazione negativa. Lo studio, eseguito in topi, ha mostrato che l’attività deola corteccia sensoriale di ordine superiore, si intensifica in presenza degli stimoli sensoriali che in precedenza sono stati associati a eventi dolorosi.

Ora il passo successivo dello studio sarà di verificare se anche nell'uomo avvenga tale fenomeno. Come dichiara il dottor Benedetto Sacchetti, uno degli autori dello studio, «quello che ci aspettiamo è che nell’uomo le variazioni dell’attività sensoriale interessino le stesse aree, ma in punti più localizzati. Con queste basi sperimentali siamo pronti a procedere con lo studio sull’uomo, che condurremo utilizzando le tecniche di imaging».

Science 6 August 2010: Vol. 329. no. 5992, pp. 649 - 656

Autori: 
Sezioni: 
Neuroscienze

prossimo articolo

L'ascesa intermittente del livello del mare nel Salento

grafico innalzamento mare

Nel Salento il mare non sale in modo lineare: avanza a scatti, guidato da dinamiche che nascono lontano, tra Ionio e Atlantico. In un solo anno le variazioni possono superare la tendenza di decenni. Capire questi meccanismi è fondamentale per capire anche i rischi futuri: tra clima globale, correnti e pressione atmosferica, il destino delle coste si gioca su più scale, e riguarda tutti.

Immagine di copertina: GLOBAL_MULTIYEAR_PHY_001_030; DOI: doi.org/10.48670/moi-00021. Crediti: European Union, Copernicus Marine Service Information or Data (2026), ©Mercator Ocean.

Il livello del mare nel Salento non è una progressione costante col riscaldamento globale, ma un’ascesa intermittente influenzata da fenomeni che avvengono nel mar Ionio e nell’oceano Atlantico settentrionale. La variabilità fra due anni consecutivi può persino essere superiore alla tendenza di decenni. Ma come lo sappiamo e cosa implica per i cambiamenti futuri?