fbpx L'impronta dei primi rettili | Page 15 | Scienza in rete

L'impronta dei primi rettili

Read time: 1 min

La scoperta in una baia canadese di impronte fossili lasciate oltre 300 milioni di anni fa da rettili preistorici avvalora l'ipotesi che furono proprio questi i primi vertebrati a diffondersi sulla terraferma.
La Baia di Foundy (New Brunswick - Canada) è nota soprattutto perché le sue maree sono tra le più imponenti al mondo. Per Howard Falcon-Lang (University of London) e collaboratori, però, è soprattutto una ricca e incredibile miniera di fossili. Complice la notevole erosione alla quale sono sottoposte, quelle scogliere mettono infatti a disposizione dei ricercatori tracce fossili gelosamente custodite per milioni di anni. L'ultima scoperta – pubblicata su Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology – riguarda impronte di rettili risalenti al Periodo Carbonifero.
Da tempo si sospettava che fossero stati i rettili i primi vertebrati ad allontanarsi coraggiosamente dalle regioni costiere – a quell'epoca le terre emerse costituivano un unico immenso continente – e a colonizzare l'entroterra. Le impronte fossili scoperte da Falcon-Lang e collaboratori e risalenti almeno a 318 milioni di anni fa sarebbero la prova concreta della fondatezza di quel sospetto. La scoperta nella Baia di Foundry si affianca ad una scoperta analoga effettuata nel 2007 dallo stesso team in un altro sito del New Brunswick.

Bristol University

Autori: 
Sezioni: 
Paleontologia

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.