L'analisi delle orbite stellari nella galassia Segue 1 indicherebbe la presenza di una elevatissima concentrazione di materia oscura, la più elevata mai individuata finora in una galassia.
Scoperta nel 2007, Segue 1 venne inizialmente considerata un semplice ammasso stellare strappato dalla Via Lattea alla galassia nana del Sagittario. Le osservazioni effettuate alle Hawaii e in Australia riguardanti la composizione chimica del migliaio di stelle che la compongono, però, hanno alla fine appurato che possiede tutte le carte in regola per essere catalogata come galassia.
Rouven Essig (SLAC National Accelerator Laboratory) e i suoi collaboratori hanno voluto determinare la massa di questa galassia davvero minuscola e lo hanno fatto misurando le velocità delle sue stelle. Hanno così scoperto che, a fronte del migliaio di masse solari ipotizzabili dal conteggio delle stelle che la compongono, i dati cinematici indicherebbero che la massa complessiva di Segue 1 è 500 volte più grande.
Secondo i ricercatori saremmo dunque in presenza di una galassia caratterizzata da una massiccia presenza di materia oscura. Una particolarità che, unita al fatto che questo satellite della nostra Via Lattea si trova a soli 80 mila anni luce di distanza, renderebbe Segue 1 il posto ideale per cercare tutte quelle caratteristiche che numerosi lavori teorici hanno proposto quali firme inequivocabili dell'elusiva presenza della materia oscura.
Materia oscura dietro l'angolo
Autori:
Sezioni:
Astronomia
prossimo articolo
Ricerca e sviluppo nel vortice della guerra
di Luca Carra

L'impiego dell'intelligenza artificiale nei bombardamenti sull' Iran rivela una deriva che l'OCSE aveva cominciato a segnalare: la ricerca è sempre più subordinata a logiche militari e securitarie, i fondi pubblici scarseggiano e la cooperazione internazionale si sgretola. Benvenuti nella R&S del dottor Stranamore.
I modelli di intelligenza artificiale che selezionano i bersagli militari e guidano droni e missili, le aziende tecnologiche che diventano fornitori di sistemi d'arma, i bilanci della difesa che crescono mentre quelli della ricerca civile calano. Il nuovo OECD Science, Technology and Innovation Outlook 2025 pubblicato il 28 ottobre 2025, ha colto chiaramente questi segnali nell’economia della ricerca globale.