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Oceano Artico e CO2

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Secondo accurate misurazioni, l'Oceano Artico mostrerebbe una concentrazione di anidride carbonica talmente elevata da impedirgli, anche se privato dei ghiacci, di sequestrarne ancora.
La ricerca – pubblicata su Science Express lo scorso 22 luglio – è opera di un team internazionale coordinato da Wei-Jun Cai (Department of Marine Sciences - University of Georgia) che, a bordo del rompighiaccio Xuelong (Drago della neve), ha raccolto campioni in quella parte dell'Oceano Artico nota come Bacino Canadese. Ai margini del bacino la pressione di CO2 risulta compresa tra 120 e 250 microatmosfere, dunque ben al di sotto della concentrazione atmosferica di 375 microatmosfere. Nelle acque più al largo e libere dai ghiacci, però, la concentrazione balza a 320-365 microatmosfere, un valore che, secondo Cai, costituisce una efficace barriera all'ulteriore arricchimento di CO2 da parte del Bacino Artico.
I dati, dunque, indicherebbero che coloro che confidavano nello scioglimento dei ghiacci per ottenere un maggiore sequestro di CO2 erano fuori strada. Sul versante del sequestro di gas serra, insomma, il Bacino Artico avrebbe già dato. Infatti, benché la sua superficie sia solamente il 3% della superficie oceanica terrestre, in quella porzione di acque – complice la migliore solubilità del gas nelle acque più fredde – è contenuto tra il 5 e il 14% dell'intero ammontare di anidride carbonica sequestrato dagli oceani.

Nature

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Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.