fbpx Guidati dal respiro | Page 5 | Scienza in rete

Guidati dal respiro

Read time: 2 mins

Equipe di scienziati israeliani ha sviluppato un dispositivo comandato dal respiro che permette ai gravemente disabili di scrivere e muovere la sedie a rotelle. Lo studio pubblicato online su Proceedings of the National Academy of Sciences

A prima vista sembrano cannule nasali per la somministrazione dell'ossigeno, invece si tratta del nuovo presidio “pneumoguidato” escogitato da Noam Sobel e colleghi del Weizmann Institute of Science di Rehovot. L'idea parte dalla constatazione che nelle persone fortemente disabili, come per esempio negli affetti dalla sindrome del chiavistello (cosiddetta “sindrome locked-in”), sono ancora intatti alcuni nervi cranici che permettono loro di comunicare con il movimento degli occhi o, proprio come nel nostro caso, con il respiro.

I due programmi informatici (di scrittura e attivazione della sedia a rotelle) tramutano l'aria inspirata ed espirata in comandi operativi: espirazione ed inspirazione ad intensità diverse determinano insieme alla frequenza del respiro la direzione della sedia rotelle o la digitazione di lettere diverse sullo schermo di un computer.

I 36 partecipanti ai test hanno dimostrato che dopo un po' di pratica tutti sono stati in grado di eseguire i comandi con la stessa efficienza, anche se a diversa velocità, del comando manuale. Tutti i pazienti paraplegici, un paziente “locked-in' con contrattilità parziale dei muscoli del collo e altri due su tre con sindrome totale sono stati in grado con l'esercizio di padroneggiare il nuovo metodo di scrittura. Anche il paziente paraplegico ha saputo manovrare la sedia a rotelle con la stessa abilità di una persona sana.

A parte alcuni correttivi di manovra al sistema frenante della sedia a rotelle i ricercatori hanno già fatto domanda di brevetto per la loro invenzione, con i prossimi obiettivi puntati sui pazienti in stato vegetativo. Unico limite di applicazione: i pazienti con perdita di controllo sui nervi cranici, perché impossibilitati ad azionare il velo palatino, la membrana mobile che funge da interruttore fra la cavità nasale e quella orale.

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
TECNOLOGIE MEDICHE

prossimo articolo

Niente panico! Siamo a scuola

megafono su sfondo scuro con la scritta do not panic

Il tema della salute mentale dei giovani è al centro del dibattito pubblico, ma insieme all’attenzione cresce anche il timore di approcci inutilmente medicalizzanti. La promozione della salute, volta piuttosto a rafforzare le risorse individuali e intervenire anche sui contesti che creano disagio, potrebbe essere di maggiore aiuto. L’esperienza di Panikit, un kit di pacificazione con gli attacchi di panico appare un modello promettente.
 

Negli ultimi anni, la salute mentale dei giovani è al centro del dibattito pubblico e oggetto di numerose iniziative. Tuttavia, nonostante gli sforzi e le buone intenzioni, i risultati non sempre appaiono incoraggianti: molti studenti vivono a scuola condizioni di ansia e attacchi di panico, talvolta inabilitanti. Quando il confine tra ciò che consideriamo sofferenza, disturbo, malattia si allarga, può crescere la tendenza a medicalizzare problemi che hanno anche radici sociali, relazionali e contestuali.