fbpx Fossili eccezionali | Scienza in rete

Fossili eccezionali

Read time: 1 min

Nimbadon
#LLL#

Eccezionale ritrovamento di fossili in Australia. Un gruppo di ricercatori della University of New South Wales (Sydney, Australia) ha rinvenuto centinaia di ossa fossili di Nimbadon lavarackorum, un marsupiale preistorico simile al vompato.

Il sito della scoperta è una grotta calcarea, posta nel famoso campo fossile di Riversleigh World Heritage, nella regione australiana del Queensland. La ricerca, condotta da Karen Black della NSW University, è stata pubblicata sul Journal of Vertebrate Paleontology. Dalle analisi dei resti di 26 teschi di Nimbadon trovati nella cava, gli studiosi sono stati in grado di ricostruire lo sviluppo vitale del marsupiale estinto, dalle prime fasi di vita fetale fino all'età adulta. I piccoli nascevano solo dopo 1 mese di gestazione e completavano il loro sviluppo fetale all'interno del marsupio materno, proprio come i cugini marsupiali di oggi.

La scoperta inoltre è di straordinaria importanza anche per comprendere l'evoluzione della flora e della fauna australiana, che all'epoca dei Nimbadon ha visto il passaggio da un clima umido di foresta lussureggiante ad uno più secco e arido, simile a quello odierno.

Journal of Vertebrate Paleontology

Autori: 
Sezioni: 
Paleontologia

prossimo articolo

La ricerca e l'innovazione dell'IA in mano a oligopoli privati: l’allarme e le soluzioni

L`intelligenza artificiale va regolamentata prima che si affermino forme di oligopolio, o persino di monopolio, capaci controllare l`accesso alle informazioni e la produzione di nuove conoscenze: per questo serve un grande centro di ricerca pubblico che oggi può essere realizzato solo in Europa. Lo afferma il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi in occasione del convegno ⁠ "Ricerca e democrazia nell`epoca delle Big Tech" ⁠ organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica il 14 maggio presso la sede del CNR a Roma, in collaborazione con Scienza in rete. Il dossier presentato dall'associazione sostiene con dati i rischi posti da un predominio economico schiacciante esercitato da poche aziende che valgono quanto il PIL degli USA, e che stanno condizionando profondamente anche l'ecosistema della ricerca scientifica, sempre meno aperto e controllato dalla comunità di riferimento. Nell'immagine Giorgio Parisi, foto di Luca Carra.

Sei aziende (NVIDIA, Alphabet, Apple, Microsoft, Amazon e Meta) valgono oggi circa 22.000 miliardi di dollari, tre quarti del PIL degli Stati Uniti. Nel solo 2026 spenderanno in infrastrutture digitali tra 660 e 725 miliardi di dollari, circa tre volte e mezzo il bilancio federale americano per tutta la ricerca civile.