fbpx Mammut e clima | Page 12 | Scienza in rete

Mammut e clima

Read time: 2 mins

Una ricerca di prossima pubblicazione su Geophysical Research Letters suggerisce che la diffusione della vegetazione - in particolare il genere Betula - che ha fatto seguito alla scomparsa dei mammut possa aver giocato pesantemente sulla variazione del clima.

Secondo alcuni ricercatori coordinati da Chris Doughty (Carnegie Institution for Science), infatti, il crollo della popolazione dei mammut registratosi circa 15 mila anni fa avrebbe contribuito almeno per un decimo di grado al riscaldamento globale. L'inattesa conclusione è frutto di uno studio volto a stabilire se la scomparsa dei giganteschi erbivori e la proliferazione dei boschi di betulle fossero in qualche modo connessi.

I ricercatori hanno confrontato la cronologia della diffusione delle betulle che emerge dai dati sulla presenza di polline nei campioni di terreno in Siberia e in Beringia (la regione oggi corrispondente al fondale del Mare di Bering) con le registrazioni fossili relative alla presenza dei mammut. Secondo Doughty i dati mostrerebbero che i due eventi sono collegati e proprio la scomparsa dei voraci erbivori avrebbe permesso l'ampia diffusione dei boschi di betulle. A causa del suo impatto diretto sull'efficacia dell'insolazione, però, la proliferazione arborea avrebbe portato con sé l'innalzamento della temperatura.

Benché non tutti gli addetti ai lavori concordino con le conclusioni di Doughty, si può comunque sottolineare che se all'origine della scomparsa dei mammut vi è l'azione dell'uomo - tesi ancora molto dibattuta e controversa - l'impatto dell'essere umano sul clima iniziò già 15 mila anni fa.

ScienceNow

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

(Ri)guardare ER nel 2026

screenshot dalla sigla di ER Medici in prima linea

Rimesso a disposizione su Netflix, "ER – Medici in prima linea" resta un caposaldo dei medical drama. Rivederla a oltre trent’anni dal debutto non significa solo ritrovare casi clinici e personaggi, ma misurare quanto siano cambiati la medicina e il lavoro sanitario non meno delle rappresentazioni sociali della malattia. E forse anche accorgersi che, più delle pratiche e della realtà, a evolversi rapidamente sono stati i modi di raccontarle.

Nell'immagine di copertina: screenshot dalla sigla di ER - Medici in prima linea

Netflix ha messo a disposizione sulla sua piattaforma la serie ER – Medici in prima linea. Per chi l’aveva appassionatamente seguita ai tempi, odi et amo: da una parte ci toccano 15 anni di puntate da rivedere, dall’altra è l’occasione di immergersi in una serie nota, amata e che ha letteralmente fatto la storia di enorme successo dei medical drama. E, in questo modo, anche di farsi due conti su come è cambiata non solo la medicina sensu strictu, ma anche i suoi rapporti con la società e il modo di raccontarla.