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Il gran rifiuto di Perelman

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Nyet. Grigory Perelman, genio russo della matematica già noto per altre decisioni simili prese in precedenza, ha detto no anche al milione di dollari che gli è stato assegnato dal Clay Mathematics Institute di Cambridge, Massachusetts. Lo scienziato, che vive in isolamento a San Pietroburgo, si è guadagnato il Millenium Prize dimostrando la cosiddetta «Congettura di Poincare», uno dei «problemi del millennio» secondo l’istituto statunitense.

Ancora più sorprendente, tra tanti plagi che purtroppo affliggono anche il mondo della scienza, sarebbe la spiegazione addotta dal ricercatore, secondo cui il suo ruolo nella scoperta non sarebbe maggiore di quello di Richard Hamilton, della Columbia University. Chapeau. 

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Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).