I primi risultati del nuovo avanzatissimo sistema di ottiche adattive del Large Binocular Telescope hanno lasciato senza parole i collaudatori: le immagini ottenute sono persino più dettagliate di quelle del telescopio spaziale Hubble.
Allo strepitoso successo ha contribuito in modo fondamentale il personale dell'Osservatorio Astrofisico di Arcetri dell'INAF, da oltre un decennio coinvolto con lo Steward Observatory dell'Università dell'Arizona e il suo Mirror Lab nell'innovativo progetto che ha portato alla realizzazione di FLAO (First Light Adaptive Optics). A differenza di altri sistemi di ottiche adattive – dispositivi che permettono di annullare la turbolenza atmosferica nelle riprese astronomiche – l'elemento principale di FLAO è proprio lo specchio secondario di LBT, uno specchio estremamente sottile le cui deformazioni vengono controllate da 672 piccoli magneti. Il sistema elettronico e meccanico, realizzato dalle imprese italiane Microgate e ADS, è in grado di far compiere allo specchio fino a 1000 aggiustamenti al secondo con l'accuratezza davvero spaventosa di 10 milionesimi di millimetro.
I test di fine maggio, effettuati con uno solo dei due specchi di LBT, hanno restituito immagini simili a quelle che si potrebbero ottenere al di fuori dell'atmosfera. Lecito sognare, dunque, pensando a quando FLAO sarà operativo su entrambe le ottiche.
Meglio di Hubble
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L’impatto di una colata detritica, istante per istante

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.
Un gruppo di ingegneri del Politecnico di Milano ha messo a punto un modello computazionale più maneggevole di quelli disponibili finora capace di descrivere il comportamento delle colate detritiche, quelle frane in cui i comportamenti tipici di un solido coesistono con quelli tipici di un fluido. Il modello potrebbe essere usato per valutare l'impatto delle colate detritiche su strutture e infrastrutture esistenti e per progettare in modo più appropriato barriere per ridurre i loro effetti.