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Attenti agli spot su Google

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E' ormai una delle più comuni fonti di informazione per il pubblico, ma proprio per questo Google dovrebbe prestare più attenzione alle inserzioni pubblicitarie e ai link sponsorizzati: troppo spesso questi contengono affermazioni senza alcun riscontro scientifico. E' l'appello lanciato sulle pagine del British Medical Journal da Marco Masoni e i suoi colleghi dell'Università di Firenze. Gli studiosi toscani hanno provato a digitare la parola "aloe" nel motore di ricerca e si sono ritrovati a navigare in siti che raccomandano l'aloe arborescens per la prevenzione e la cura del cancro e la mettono in vendita on line. Il sistema prevede già dei filtri per evitare che contenuti e pubblicità si associno in maniera inappropriata. "Ma evidentemente nel campo della salute occorre mettere a punto algoritmi nuovi, per evitare che utenti ignari possano essere danneggiati da informazioni false o distorte" sostiene Masoni.

Fonte: BMJ 2009;338:b1083

 

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Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.