fbpx Il bisturi dipende dagli SNPs | Page 6 | Scienza in rete

Il bisturi dipende dagli SNPs

Read time: 1 min

Roberta Villa

Le varianti genetiche individuali non condizionano solo il tipo di risposta ai farmaci o la probabilità di effetti collaterali: per la prima volta è stato dimostrato che avere certi SNPs determina un aumento o una riduzione del rischio legato a un intervento chirurgico, il by-pass coronarico in circolazione extracorporea. A verificare l'associazione tra i geni che codificano per i peptidi natriuretici prodotti dal cuore e il rischio di scompenso cardiaco post operatorio è stata un'anestesista del Brigham and Women's Hospital di Boston, Amanda Fox, insieme con altri colleghi dello stesso ospedale e del Texas Heart Institute. Dall'analisi del DNA di quasi 700 pazienti di origine europea che dovevano essere sottoposti all'intervento, è emerso che sette varianti del gene per il peptide NPPA/NPPB erano associate a un rischio ridotto di scompenso cardiaco post operatorio, mentre quattro di quelle per il gene chiamato NPR3 predicevano un aumento del rischio.

Fonte:  Anesthesiology 2009; 110:738

Genetica

prossimo articolo

Vogliamo dare un'attenuante neuroscientifica all'ipocrisia?

figura laterale con smiley a coprire il volto

Predichiamo l’onestà, ma cediamo al vantaggio personale: è solo ipocrisia o c’è di più? Un recente studio di neuroscienze indaga i meccanismi cerebrali che regolano il conflitto tra interesse e morale, mostrando come giudichiamo severamente gli altri mentre assolviamo noi stessi. Ne emerge un interrogativo scomodo: siamo davvero responsabili delle nostre incoerenze o vi siamo, almeno in parte, biologicamente predisposti?

Predicare bene e razzolare male è il detto che sintetizza l'incoerenza tra i principi morali sbandierati e l'effettivo comportamento di molti individui in diversi contesti, da quelli interpersonali agli affari di interesse nazionale.

La moralità è il frutto della negoziazione tra guadagno e costo (tra onestà e interesse personale) e obbliga a prendere decisioni da una prospettiva di prima persona, ma gli individui giudicano l'onestà o l'imbroglio come morali o immorali anche da una prospettiva di terza persona, quando valutano il comportamento altrui.