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Il bisturi dipende dagli SNPs

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Roberta Villa

Le varianti genetiche individuali non condizionano solo il tipo di risposta ai farmaci o la probabilità di effetti collaterali: per la prima volta è stato dimostrato che avere certi SNPs determina un aumento o una riduzione del rischio legato a un intervento chirurgico, il by-pass coronarico in circolazione extracorporea. A verificare l'associazione tra i geni che codificano per i peptidi natriuretici prodotti dal cuore e il rischio di scompenso cardiaco post operatorio è stata un'anestesista del Brigham and Women's Hospital di Boston, Amanda Fox, insieme con altri colleghi dello stesso ospedale e del Texas Heart Institute. Dall'analisi del DNA di quasi 700 pazienti di origine europea che dovevano essere sottoposti all'intervento, è emerso che sette varianti del gene per il peptide NPPA/NPPB erano associate a un rischio ridotto di scompenso cardiaco post operatorio, mentre quattro di quelle per il gene chiamato NPR3 predicevano un aumento del rischio.

Fonte:  Anesthesiology 2009; 110:738

 

 

Genetica

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Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.