Un paio di utensili di selce attribuibili ai Neanderthal obbligano a riscrivere le tappe degli insediamenti umani in Gran Bretagna. La loro datazione, infatti, suggerirebbe che i Neanderthal popolavano quelle regioni 40 mila anni prima di quanto supposto finora.
I due piccoli frammenti di selce sono stati scoperti dal team di Francis Wenban-Smith, archeologo dell'Università di Southampton, nel corso di uno scavo presso Dartford nel Kent. La regione è nota come centro di fiorente attività durante l'Età del Bronzo e nel periodo romano, ma sono gli scavi più profondi che hanno riservato le maggiori sorprese.
Le popolazioni pre-Neanderthal abitavano già in passato la Gran Bretagna, ma la penultima glaciazione (circa 200 mila anni fa) le aveva sospinte verso sud. Il riscaldamento tra le due glaciazioni aveva successivamente causato l'innalzamento delle acque del canale della Manica impedendo loro di ritornare verso nord almeno fino a quando le coltri ghiacciate della nuova glaciazione non permisero nuovamente il passaggio intorno a 60 mila anni fa.
Questo almeno era il quadro più probabile prima della scoperta di quei piccoli utensili di pietra, la cui datazione indica che i Neanderthal operavano sul suolo inglese intorno a 100 mila anni fa. L'ultima glaciazione si verificò tra 110 mila e 10 mila anni fa, ma non fu assolutamente uniforme. La spiegazione di quella presenza in epoca così remota, dunque, potrebbe risiedere nelle fluttuazioni climatiche che accompagnarono la glaciazione stessa.
Neanderthal Britannici
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Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash
Onorevole Presidente del Consiglio,
siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.
Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.