Per lasciare campo libero al cancro, il fattore di crescita epiteliale, in sigla EGF, mette fuori uso 23 piccole sequenze di RNA a catena singola. A identificare questi microRNA con tecniche genome-wide è stato un gruppo internazionale coordinato da Roi Avraham, dell’Istituto di Scienze Weizmann di Rehovot, in Israele, a cui hanno partecipato scienziati di tutto il mondo tra cui Giovanni Blandino e i suoi collaboratori dell’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena di Roma. I microRNA sono oggi al centro dell’attenzione di chi studia i meccanismi di crescita delle cellule tumorali con l’intento di bloccarle perché è ormai chiaro che queste piccole molecole hanno la capacità di ridurre l’espressione di un gene interferendo con gli RNA messaggeri che questo produce. Si tratta quindi di un meccanismo che potrebbe potenzialmente aprire la strada a nuovi approcci terapeutici per frenare selettivamente la crescita delle cellule tumorali. Nel caso del lavoro appena pubblicato su Science Signaling, la riduzione del numero dei micro RNA indotta dall’EGF toglie il freno alla produzione di vari fattori oncogeni. La controprova è venuta dall’analisi di cellule tumorali provenienti da neoplasie della mammella e del cervello caratterizzate da un’eccessiva attività del recettore per il fattore di crescita epiteliale (EGFR) o di HER2, che gli è strettamente apparentato: in entrambi i casi la quantità dei 23 microRNA appena individuati è risultata ridotta.
Come EGF toglie il freno al cancro
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Tecnologie quantistiche: c’è ancora tempo per ragionare di equità

Durante le celebrazioni per il centenario del fisico Abdus Salam al "suo" ICPT, che cade giovedì 29 gennaio, si parla di tecnologie quantistiche con alcuni ospiti. Abbiamo intervistato Tommaso Calarco, direttore del Quantum Control Group presso il centro di ricerca di Jülich in Germania, e fra i protagonisti della strategie italiana ed europea sul Quantum Flagship. È possibile seguire in diretto l'evento a questo link.
Immagine di copertina: Ragsxl/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Il 29 gennaio 2026 si tengono a Trieste le celebrazioni per i cento anni dalla nascita di Abdus Salam, fisico di origine pakistana e vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1979 per l’unificazione tra interazioni elettromagnetiche e deboli. Nel 1964, Salam, insieme al fisico triestino Paolo Budinich, fondò l’International Center for Theoretical Physics, con la missione di garantire pari accesso alla scienza, indipendentemente da barriere geografiche, di genere o economiche. Proprio l’ICTP ospita l’evento.