fbpx Tumori: i batteri lo prevedono | Page 8 | Scienza in rete

Tumori: i batteri lo prevedono

Read time: 1 min

L’analisi della flora batterica sembra essere un buon metodo per prevedere l’eventuale sviluppo del tumore al colon.

La progressione di questa neoplasia è spesso associata, negli stadi iniziali, alla formazione di polipi in grado nel tempo di generare la malattia. Analizzando la flora batterica, Tyler Culpepper della University of Florida (Stati Uniti), ha scoperto che la composizione varia tra persone con polipo rispetto a quelle senza. In particolare è stato riscontrato un aumento del microrganismo Eubacterium ramulus nelle persone con polipo.

Il risultato ottenuto apre le porte a un possibile utilizzo di questa analisi come diagnostica più avanzata per individuare per tempo questa malattia.

 110th General Meeting of the American Society for Microbiology in San Diego (Stati Uniti)

Autori: 
Sezioni: 
Microbiologia

prossimo articolo

Giove rimpicciolisce (di poco): la nuova misura dalla missione Juno

giove

Nuove analisi combinate dei dati della sonda Juno e del telescopio spaziale Hubble aggiornano con precisione senza precedenti la forma di Giove, che risulta leggermente più compatto rispetto alle stime storiche derivate da Pioneer e Voyager, con raggi polare ed equatoriale inferiori rispettivamente di circa 12 e 4 km. Questi risultati, da poco pubblicati su Nature Astronomy, introducono vincoli più stringenti sui modelli della struttura interna dei giganti gassosi e migliora la calibrazione delle relazioni massa–raggio usate per interpretare gli esopianeti.

Nell'immagine di copertina: il pianeta Giove. Crediti: Kevin M. Gill (CC-BY) based on images provided courtesy of NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS

Dopo oltre quarant’anni, nuovi dati della missione Juno della NASA e del telescopio spaziale Hubble hanno permesso di ricalcolare con precisione senza precedenti la forma di Giove, rivelando che il pianeta è leggermente più compatto rispetto a quanto indicato dalle stime storiche. Il risultato, pubblicato su Nature Astronomy, introduce un nuovo vincolo quantitativo sui modelli interni di Giove e, più in generale, sulla fisica dei pianeti giganti.