fbpx Morte cellulare? Non nei maratoneti | Scienza in rete

Morte cellulare? Non nei maratoneti

Primary tabs

Read time: 1 min

Un intenso esercizio fisico come correre una maratona è in grado di bloccare il meccanismo che porta la cellula all’apoptosi. Questo processo, chiamato anche suicidio cellulare, risulta notevolmente ridotto dopo la prestazione fisica.

Lo studio, pubblicato su BMC Physiology e realizzato da Gabriella Marfe dell’Università Tor Vergata di Roma, ha preso in esame un gruppo di atleti amatori che regolarmente corrono maratone. Il processo di apoptosi, nelle cellule analizzate dopo la gara, è risultato significativamente ridotto se confrontato con quello di persone che non avevano sostenuto la corsa.

La chiave di questo processo sembra essere la proteina SIRT1, la cui produzione è stimolata dal l’esercizio fisico. Essa è coinvolta nel processo di mantenimento delle cellule muscolari e questo spiegherebbe l’effetto protettivo dello sport nei confronti dell’invecchiamento causato dalla morte cellulare.

BMC Physiology 2010; 10:7

Autori: 
Sezioni: 
GENETICA

prossimo articolo

I migliori ospedali specializzati del mondo: ma è una cosa seria?

Ingresso alla Mayo Clinic

La classifica Newsweek-Statista dei migliori ospedali del mondo si basa su criteri opachi e su un sondaggio reputazionale che pesa l’83,5 per cento del punteggio, mentre Statista vende anche i servizi per ottenere quel riconoscimento. Il rischio non è solo metodologico: alimenta la corsa ai cosiddetti superospedali  a scapito dell’accessibilità e della continuità delle cure sul territorio.

Foto: Nefrone, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Qualche giorno fa è uscita con una grande copertura mediatica l’annuale classifica dei migliori ospedali specializzati del mondo prodotta da Newsweek con la collaborazione di Statista. Chissà perché l’edizione è quella 2027. La classifica viene prodotta per disciplina.