Per la prima volta è stato utilizzato un raggio laser per generare nuclei di condensazione in nubi di vapore d'acqua. Siamo ancora lontani dal poter manipolare la pioggia a piacimento, ma la tecnica sembra davvero promettente.
Philipp Rohwetter (Institut für Experimentalphysik - Freie Universität Berlin) e i suoi collaboratori hanno provato a mettere in pratica su scala più grande lo stesso principio che nel 1911 portò Charles Wilson a ideare una rivoluzionaria trappola per individuare i raggi cosmici. La “camera” ideata da Wilson era un contenitore a tenuta ermetica riempito con aria satura di vapore acqueo; il passaggio di un raggio cosmico, ionizzando gli atomi lungo il suo percorso, creava nuclei di condensazione che rendevano visibile il tragitto della particella cosmica.
In pratica Rohwetter e collaboratori hanno sostituito i raggi cosmici con impulsi laser molto energetici. Verificato che, sparando un impulso laser infrarosso a elevata potenza (alcuni terawatt) all'interno di una camera a nebbia si assisteva alla formazione delle classiche goccioline di condensazione, hanno provato con successo a ripetere l'esperimento anche su vere nubi atmosferiche. I risultati sono stati pubblicati su Nature Photonics.
Un perfezionamento del metodo potrebbe in futuro diventare un'ottima e più ecologica alternativa alle attuali inseminazioni delle nubi con sali d'argento.
Un laser per la pioggia
prossimo articolo
Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive
Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.